In piena estate, con Milano che si scalda e si svuota a tratti per weekend fuori porta, il panettone sembra un pensiero lontanissimo. E invece in città c’è sempre chi non rinuncia al grande classico delle feste, magari quando si parla di lievitati d’autore, regali gastronomici o prenotazioni da fare con calma per non arrivare tardi quando i forni più amati iniziano a correre.

La verità è semplice: decretare il “miglior panettone di Milano” è quasi impossibile. Troppo contano il gusto personale, la consistenza dell’impasto, il livello di umidità, il bilanciamento tra canditi e uvette, perfino il ricordo affettivo legato a una bottega di quartiere o a un acquisto fatto all’ultimo minuto. Per questo, più che una classifica rigida, oggi vale la pena segnalare tre indirizzi che meritano attenzione e che raccontano bene quanto il panettone, a Milano, sia un oggetto serio tutto l’anno.

Il primo nome è Ciacco Lab, realtà che negli ultimi anni ha conquistato molti appassionati di lievitati con una cifra pulita, contemporanea, molto attenta alla materia prima. Qui il panettone punta sull’equilibrio: profumo netto, alveolatura elegante, morbidezza che non stanca e una dolcezza mai invadente. È il tipo di panettone che piace a chi cerca precisione e un’idea moderna della tradizione, senza effetti speciali ma con una cura che si sente a ogni fetta.

Accanto a questo, un altro riferimento da tenere d’occhio è Polenghi. In una città abituata a premiare le insegne storiche ma anche le nuove interpretazioni della pasticceria, il suo nome resta associato a un lavoro paziente sul lievito madre e sulla qualità dell’impasto. Il risultato è un panettone dal carattere classico, rassicurante, con quella struttura soffice e profumata che molti milanesi cercano quando pensano al dolce simbolo delle feste. È la scelta ideale per chi ama la tradizione senza rinunciare a una mano tecnica molto solida.

Il terzo posto del nostro podio va a Marlà, realtà che interpreta il panettone con uno stile riconoscibile, capace di parlare sia agli appassionati sia a chi vuole semplicemente portare a casa un prodotto ben fatto. In questo caso la forza sta nella personalità: il morso è invitante, il profilo aromatico è ampio e la sensazione complessiva è quella di un dolce che non cerca solo di rispettare il canone, ma di renderlo più attuale. Una proposta adatta anche a chi, in piena estate, vuole già immaginare il regalo gastronomico dell’inverno o cominciare a pianificare per tempo.

Vale la pena ricordarlo: per i panettoni artigianali migliori, soprattutto in città dove la domanda non manca mai, conviene prenotare. Milano ha un rapporto particolare con questo dolce, sospeso tra rito familiare, status gastronomico e ricerca quasi collezionistica del prodotto perfetto. E proprio per questo, tra aperitivi sui Navigli, cene all’aperto e serate in terrazza, c’è anche chi approfitta di luglio per assicurarsi il panettone giusto con largo anticipo.

In fondo, è uno dei piaceri più milanesi che ci siano: discutere di panettoni quando fuori fa caldo, confrontare ricordi e preferenze, scegliere senza fretta il proprio lievitato del cuore. Perché a Milano il panettone non è solo un dolce stagionale: è un’abitudine culturale che attraversa i mesi e si prepara con la stessa cura con cui si organizzano le vacanze o le uscite estive in città.

Per approfondire: vivimilano.corriere.it, cronache gastronomiche.