All’aeroporto di Linate, tra valigie trascinate in fretta, partenze per le ferie e rientri di lavoro che scandiscono l’inizio dell’estate milanese, manca una presenza che per anni è stata familiare a molti viaggiatori e addetti dello scalo. È morta Fausta Botti, storica farmacista di Linate, figura molto conosciuta da chi frequentava quotidianamente l’aeroporto e da chi, in un momento di bisogno, trovava nel suo sportello non solo un servizio, ma anche un volto rassicurante.
A 73 anni, Botti lascia un ricordo legato a una professionalità discreta e a un tratto umano che in un luogo di passaggio come un aeroporto pesa quanto la competenza. A Linate, infatti, non arrivano soltanto turisti in partenza per l’estate o cittadini diretti altrove per pochi giorni: passano lavoratori, famiglie, equipaggi, passeggeri con coincidenze strette, persone che hanno bisogno di un’informazione rapida o di un aiuto pratico. In questo contesto, la presenza della farmacista era diventata negli anni un punto di riferimento silenzioso ma costante.
Chi lavora in uno scalo sa bene quanto contino i dettagli: un consiglio dato al momento giusto, una parola gentile, la capacità di orientare chi è smarrito o preoccupato. È anche per questo che la notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio nell’ambiente aeroportuale, dove in molti la ricordano per il sorriso e per la disponibilità con cui accoglieva i passeggeri. In una città come Milano, che in questi giorni vive il ritmo della stagione più calda tra traffico verso i laghi, weekend fuori porta e viaggi estivi, certe figure restano impresse proprio perché danno umanità a luoghi altrimenti anonimi.
Per ricordarla, mercoledì 1° luglio è stata organizzata una messa nella cappella dello scalo milanese. Un momento di raccoglimento pensato per colleghi, amici e frequentatori abituali di Linate, in un luogo che per anni ha rappresentato il suo quotidiano. La cerimonia arriva in un periodo in cui l’aeroporto è attraversato da un flusso continuo di persone, segno della mobilità che accompagna l’estate e che rende ancora più evidente l’assenza di chi, come Fausta Botti, faceva parte della vita ordinaria dello scalo.
La sua storia racconta anche un pezzo di Milano fatta di servizio e di presenza costante, lontana dai riflettori ma fondamentale nella vita di una comunità. Le farmacie, soprattutto in contesti complessi come un aeroporto, sono spesso il primo presidio per piccoli e grandi imprevisti: una necessità improvvisa, un malessere, una richiesta di orientamento. In questi passaggi, la relazione umana può fare la differenza quanto il prodotto sul banco.
Per chi attraversa Linate in questi giorni di fine giugno, tra partenze serali e giornate di caldo intenso, il ricordo di Fausta Botti si intreccia con la normalità dello scalo che continua a vivere. Ma proprio la normalità rende più forte la memoria di chi l’ha resa migliore, con competenza e gentilezza. E in una città che corre, questo resta uno dei lasciti più riconoscibili.
Per approfondire: Repubblica Milano, cronaca da Linate.