Con la fine di agosto e il rientro dalle ferie che si avvicina, per molte famiglie milanesi torna un appuntamento che pesa sempre di più sul bilancio di casa: la spesa per la scuola. Tra libri, zaini, astucci, quaderni e accessori, il conto può salire rapidamente, soprattutto quando si devono rinnovare più voci insieme.
Secondo le rilevazioni di Federconsumatori rilanciate da Adnkronos, quest’anno la spesa media per il solo corredo scolastico si attesterebbe intorno a 673,60 euro per ragazzo, con un aumento rispetto al 2025. Ma quando si aggiungono i libri di testo e i materiali richiesti dagli istituti, la cifra complessiva può avvicinarsi a livelli molto più alti, fino a sfiorare - in alcuni casi - 1.200 euro.
Un’uscita che si fa sentire in una città come Milano, dove il costo della vita è già elevato e dove molte famiglie stanno ancora facendo i conti con le spese dell’estate, tra vacanze, trasporti, attività per i figli e rientro graduale alla routine. La campanella, in altre parole, non annuncia solo il ritorno in classe, ma anche una nuova fase di pressioni sul portafoglio.
Il nodo più evidente resta quello dei libri, che ogni anno assorbono una quota importante della spesa. A pesare non sono soltanto i testi per le medie e le superiori, ma anche i dizionari, gli eserciziari e gli eventuali aggiornamenti richiesti dai programmi. In parallelo, il corredo non è più una voce secondaria: zaini ergonomici, diario, pennarelli, materiale tecnico e cancelleria hanno prezzi che negli ultimi tempi risultano sempre meno contenuti.
Per le famiglie milanesi, la ricerca del risparmio diventa così quasi obbligata. Molti si muovono con largo anticipo, confrontando i prezzi tra grande distribuzione, librerie di quartiere e negozi specializzati. Altri puntano sul riuso, recuperando ciò che è ancora in buono stato dall’anno precedente o scambiando materiali tra parenti e conoscenti. Una scelta che, oltre a contenere i costi, intercetta anche una sensibilità crescente verso il tema del riutilizzo e della sostenibilità.
Non va trascurato poi l’impatto delle differenze tra cicli scolastici. Il passaggio dalle elementari alle medie, o dalle medie alle superiori, comporta spesso un salto netto nella spesa. Aumentano i libri, cambia il tipo di materiale richiesto e cresce la necessità di dotazioni più specifiche. Per chi ha più figli, il conto si moltiplica e diventa ancora più difficile da assorbire in una sola volta.
In questo scenario, il “caro scuola” diventa anche una questione di equità. Non tutte le famiglie hanno la stessa capacità di anticipare le spese di fine estate, soprattutto dopo mesi in cui i costi quotidiani restano comunque elevati. Per questo, accanto alla caccia alle offerte, torna centrale il ricorso ai testi usati, agli scambi e alle possibilità di contenimento offerte da scuole e circuiti locali.
Mentre Milano vive giornate ancora estive, con serate all’aperto e città meno frenetica del solito, per molti genitori il pensiero va già a settembre. E il rientro a scuola, oltre a segnare la ripresa delle lezioni, rischia di trasformarsi in un test importante anche per i conti familiari.
Per approfondire: Adnkronos Economia