Nel pieno dell’estate milanese, tra chi si muove in città per lavoro e chi in questi giorni approfitta di serate all’aperto, dehors e weekend fuori porta, il tema della mobilità sostenibile resta al centro del dibattito economico. In questo quadro, torna a farsi spazio l’idea che la decarbonizzazione dei trasporti non possa poggiare su una sola tecnologia, ma su un mix di soluzioni capaci di rispondere a esigenze diverse.
È il senso dell’intervento dell’amministratore delegato di Sfbm, secondo cui l’idrobiometano rappresenterebbe una risposta concreta per accompagnare la transizione. Un messaggio che si inserisce bene nel contesto di Milano e del suo hinterland, dove la pressione sul sistema dei trasporti è alta e la domanda di alternative ai carburanti tradizionali è in crescita, soprattutto nei mesi in cui la città si riorganizza tra ferie, turismo e spostamenti più frammentati.
Il punto, in sostanza, è evitare semplificazioni. Nel racconto della trasformazione energetica, infatti, spesso si contrappongono tecnologie diverse come se una dovesse escludere l’altra. L’approccio richiamato da Mele va nella direzione opposta: non affidarsi a logiche ideologiche, ma valutare quali strumenti possano essere più adatti a seconda del settore, del mezzo e dell’infrastruttura disponibile.
Per una metropoli come Milano, dove convivono auto private, flotte aziendali, trasporto pubblico, logistica urbana e servizi di ultimo miglio, questa prospettiva è tutt’altro che teorica. La transizione dei trasporti passa anche da scelte industriali e infrastrutturali che tengano insieme efficienza, costi e tempi di adozione. In altre parole, la sostenibilità deve essere compatibile con la realtà operativa di aziende, operatori e amministrazioni.
In estate il tema assume un rilievo ancora più evidente. Le giornate lunghe, i flussi turistici e gli eventi serali aumentano la mobilità e rendono più percepibili i limiti del sistema attuale: congestione, consumi energetici, necessità di soluzioni più pulite per ridurre emissioni e impatto ambientale. Da qui l’interesse per tecnologie che possano intervenire non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico, contribuendo a costruire filiere industriali nuove o a riconvertire quelle esistenti.
L’idrobiometano viene indicato come una delle opzioni concrete in questo percorso perché si colloca nel solco dei combustibili rinnovabili e può offrire una via di mezzo tra ambizione ambientale e applicabilità immediata. Per il tessuto produttivo lombardo, abituato a confrontarsi con innovazione, manifattura e servizi avanzati, il tema non riguarda soltanto l’energia, ma anche la competitività delle imprese e la capacità di stare dentro i cambiamenti europei del mercato.
Il messaggio che arriva da questa posizione è chiaro: la transizione non sarà un salto unico, ma un processo fatto di strumenti diversi, da combinare in base agli obiettivi. E proprio per una città come Milano, che vive di connessioni e di mobilità quotidiana, la ricerca di soluzioni pragmatiche è parte essenziale della sfida economica dei prossimi mesi.
Per approfondire: Adnkronos Economia