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Milano investe nello smartworking con progetti su tutto il territorio

Milano continua ad effettuare importanti investimenti nella costruzione degli uffici, in ottica di un’espansione della cultura e delle possibilità dello smart working, prestando molta attenzione alle sedi di rappresentanza. Molti i progetti a tema, dislocati fra centro, periferia e hinterland.

Building D di Symbiosis

Covivio, quotato gruppo immobiliare italo-francese con Leonardo Del Vecchio tra i protagonisti, ha pressoché portato a termine i lavori strutturali del Building D di Symbiosis, rinomato progetto di sviluppo dedicato alla realizzazione di uffici nella zona di Milano Sud, nei pressi della Fondazione Prada e, tutto sommato, a breve distanza da Porta Romana.

Come evidenziato in una nota emessa dalla società, i lavori dello stabile termineranno entro la fine di quest’anno. Al 50% risulta già pre-locato alle imprese appartenenti al gruppo Mars e a Boehringer Ingelheim, fra le più quotate imprese farmaceutiche a livello internazionale.

Ad occuparsi dell’intero progetto è stato lo studio Antonio Citterio Patricia Viel, tra i più affermati nel panorama mondiale: l’iconico edificio si estende per una superficie attorno ai 20.000 metri quadri ed è composto da due corpi: quello più alto da 8 piani e quello più basso da 3 piani.

In provincia e in periferia freno al boom

Se gran parte delle multinazionali decide di avere un ufficio nelle grandi metropoli, in quanto ottimamente connesse sia a livello digitale che in termini fisici, per la provincia e per la periferia sorgono tutta una serie di problemi, forse sottovalutati dagli analisti. I piccoli studi di notai, commercialisti, avvocati, architetti, dentisti sono in crisi sui canoni di locazione.

A proposito di spostamento dalla periferia al centro, merita decisamente attenzione il caso Novartis a Milano. La rinomata multinazionale farmaceutica svizzera si trasferirà da Origgio al centro di Milano e, nello specifico, all’interno del nuovo distretto Edifici Garibaldi Executive (ED.G.E). Saranno più di 700 i dipendenti interessati alla novità.

Il successo delle sedi centrali

Come sostengono i principali architetti, le multinazionali, nonostante la pandemia, non rinunceranno affatto alle sedi centrali. Il motivo di fondo è che un ufficio situato in una grande metropoli è un simbolo che rappresenta al tempo stesso inclusione e catalizzazione.

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La svolta necessaria all’hinterland

Affinché anche l’hinterland milanese torni ad essere cuore pulsante della nostra economia, sarà di fondamentale importanza creare dei mini hub, ossia dei centri di lavoro esterno, dedicati a realtà imprenditoriali che fanno dell’artigianato di qualità o della tecnologia il loro core business. Affinché il progetto in questione si dimostri, però, foriero di risultati positivi, risulterà decisivo puntare sul trasporto pubblico, affinché la connessione tra i quartieri di periferia e le grandi metropoli si rivelino ottimali. Fare in modo che i lavoratori possano spostarsi in tutta sicurezza dalla periferia al centro una o due volte a settimana attraverso l’uso dei mezzi pubblici, vorrebbe dire rendere queste aree autosufficienti.

Uffici di rappresentanza: ecco alcuni progetti di successo a Milano

Il mercato degli uffici a Milano attraversa un momento tutt’altro che negativo, nonostante la fase delicata. Tra gli esempi di cantieri di successo, merita attenzione il progetto MilanoSesto: la Città della Salute è stato un importante inizio con investimenti mirati per la realizzazione di un distretto polifunzionale. Qui, il colosso immobiliare statunitense, Hines, puntando su Cale Street, ha investito oltre mezzo miliardo di euro. I soldi in questione provengono dal Fondo Sovrano del Kuwait. Sempre Covivio ha dato il via in pieno autunno a Wellio, un interessante progetto di co-working.

Progetto Welcome – Feeling at Work

Appare chiaro che Milano stia attraversando un importante cambiamento. E il Progetto Welcome – Feeling at Work va proprio in questa direzione. A concepire questo rivoluzionario edificio, presentato in occasione della Triennale di Milano, è stato lo studio giapponese Kengo Kuma & Associates. I suoi lavori, incentrati sull’architettura biofilica, ricercano la perfetta integrazione dell’uomo con l’ambiente. La fine dei lavori si avrà nel 2024. Il quartiere di riferimento sarà Crescenzago. La location infine sarà la sede della Rizzoli.

Con uno sfondo verde rappresentato dal Parco Lambo e col la stazione della linea due della metropolitana, questo progetto punta sul recupero dell’acqua, sull’ottimizzazione dei consumi energetici, sul ruolo strategico delle energie rinnovabili e infine sull’assenza di emissioni di CO2.

Con questi importanti investimenti, viene meno quell’ipotesi, circolata in piena pandemia, secondo cui gli uffici di rappresentanza sarebbero stati “ammazzati” dallo smart working. A Milano, pertanto, il mercato immobiliare registra un’importante ripresa: non si registra alcun rallentamento per quanto gli investimenti che hanno come protagonista il real estate destinato agli uffici. Il tutto, nonostante il boom dello smart working che in Italia cresce al doppio della media dei Paesi facenti parte dell’Unione Europea.

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