Home Ambiente Kuma per l’ufficio del futuro a Milano: Welcome – Feeling at Work

Kuma per l’ufficio del futuro a Milano: Welcome – Feeling at Work

Sorgerà accanto al Parco Lambro il nuovo edificio ecosostenibile dell’archistar nipponica Kengo Kuma.

Milano si dimostra ancora una volta città all’avanguardia per quanto riguarda lo sviluppo architettonico e urbanistico. Grazie a idee innovative ed ecosostenibili, a partire dagli anni ’10 di questo secolo, Milano sta lentamente ma inesorabilmente modificando il suo orizzonte urbano.

Dopo il progetto Porta Nuova, con il Bosco Verticale di Boeri, e gli avveniristici grattacieli del CityLife, ecco un nuovo edificio presentato lo scorso 4 marzo alla Triennale di Milano con il nome di Welcome – Feeling at Work. A capo del progetto finanziato da un fondo gestito da PineBridge Benson Elliot per la piattaforma indipendente Europa Risorse, c’è l’affermato studio giapponese Kengo Kuma & Associates.

Sarà un centro direzionale pensato per concentrare le attività finanziarie e commerciali di Milano, ma non nasconde l’ambizione di diventare un centro di aggregazione con negozi, ristoranti e lounge, un supermercato, un’area benessere e luoghi destinati a mostre ed eventi, il tutto costruito seguendo un progetto eco-compatibile tra i più avanzati d’Europa.
Zero emissioni di carbonio, risorse energetiche rinnovabili, controllo dei consumi, sistema di recupero dell’acqua, aree verdi e specie endemiche come parte essenziale del progetto architettonico incentrato sulle persone: sono questi i princìpi dell’architettura biofilica e adottati dallo studio nipponico per impreziosire Milano di un altro edificio del futuro.

“Si tratta di uno spazio architettonico completamente integrato con la vegetazione e realizzato in materiali organici” spiega Yuki Ikeguchi, designer partner di Kengo Kuma and Associates. “Un approccio urbano biofilico riporta vita in città. Sarà l’avvio di una nuova era in cui l’architettura green interviene per ridefinire l’orizzonte urbano, incrementare la qualità dello spazio cittadino e migliorare le attività pubbliche dell’area. Si favorisce così creatività e innovazione nella vita lavorativa e non solo”.

Il verde sarà quindi l’elemento preponderante all’interno del progetto ed è pensato per abbracciare sia gli ambienti lavorativi che quelli di svago, permettendo alle persone che vivono nei dintorni di poter usufruire dei suoi spazi migliorando sensibilmente la qualità della vita dell’intero quartiere. È prevista la Piazza (the Piazza), ricca di vegetazione e circondata da dolci colline ondulate; saranno presenti cortili all’aperto per il lavoro informale e gli incontri; le Terrazze (the Terraces), pensate come estensioni degli spazi esterni che saranno adibite ad ospitare giardini fioriti e sentieri per passeggiate all’aria aperta; infine le Serre (the Greenhouses), luoghi di lavoro speciali che possono essere utilizzati anche per il divertimento e l’intrattenimento, per unire l’utile al dilettevole.

“Elementi naturali nell’architettura che fanno appello ai sensi umani come vegetazione, luce, aria e legno” continua Ikeguchi, “stimolano i sensi e fanno la differenza sul posto di lavoro, sullo stile di vita e migliorano la salute fisica e mentale, oltre che la produttività. La sostenibilità è l’obiettivo principale del nostro futuro e una responsabilità sociale per qualsiasi settore e società. Welcome offre un ambiente di lavoro modello promuovendo le aziende che fanno innovazione e cercano la sostenibilità”.

Dopo anni di assalto al cielo che hanno ne hanno cambiato il volto e lo skyline, è curioso vedere come Welcome approccerà la città di Milano orizzontalmente, abbandonando il design verticale tipico delle metropoli d’oltreoceano e delle grandi capitali europee.

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Il nuovo skyline di Milano

“L’orizzontalità” spiega Ikeguchi, “rappresenta molte cose: il nostro approccio alle qualità umane piuttosto che a quelle dell’edificio, perché l’orizzontalità lo rende più vicino a noi. Inoltre è qualcosa che si inserisce molto bene nella natura circostante del Parco Lambro e sia che lo si guardi dall’alto sia dal livello del suolo, ciò che si vede sono la continuità e l’integrazione con l’ambiente”.

Saranno oltre 50.000 metri quadrati strutturati in sei corpi ottimizzati per l’apporto di luce naturale, stratificati, ruotati e intrecciati tra loro, che declinano verso il Parco come anfiteatri naturali.

“Welcome” conclude il designer, “utilizzerà tre materiali selezionati, combinati sinergicamente per generare un’architettura naturale e contemporanea: il cemento per le fondamenta e il basamento, l’acciaio e il legno per la parte esterna e visibile.
L’energia per il riscaldamento e il raffreddamento, assieme al fondamentale utilizzo di pannelli solari, consentirà all’edificio di raggiungere i massimi livelli di sostenibilità, in un progetto che anticipa il futuro degli spazi di lavoro in un’epoca post-Covid19.
Obiettivo certificazione Platinum Well per la salute e il benessere delle persone e Platinum Leed per l’efficienza energetica; conformità alle linee guida anti-Covid19 (Ashrae, Rheva, Aicarr e ISS Report); circolarità nei materiali da costruzione e nel loro utilizzo; eliminazione completa dei combustibili fossili; resilienza ai cambiamenti climatici per un futuro climaticamente neutro. Sulla base di questi pilastri, Welcome si presenta come uno dei progetti eco-compatibili più avanzati in Europa”.

Il complesso verrà edificato entro la fine del 2024 nell’area ex Rizzoli andando quindi a riqualificare la zona nord-est di Milano, collocandosi tra il Parco Lambro e la stazione Crescenzago della Linea 2 della metropolitana.

Chi è Kengo Kuma

Nato a Yokohama nella prefettura di Kanagawa l’8 agosto del 1954, è considerato uno dei più importanti e significativi architetti contemporanei. Dopo aver conseguito la laurea in architettura all’università di Tokyo nel 1979, lavorò per un periodo alla Nihon Sekkei a alla TODA Corporation. Successivamente, si sposta a New York per studiare alla Columbia University come visiting researcher dal 1985 al 1986.

Nel 1987 fonda lo Spatial Design Studio e nel 1990 lo studio che prenderà il suo nome, il Kengo Kuma & Associates. Durante l’anno accademico 1998-1999 egli fu visiting professor presso la Faculty of Environmental Information alla Keio University di Tokyo nella quale, nel 2008, conseguì il dottorato di ricerca.

L’intento di Kuma è “recuperare la tradizione degli edifici giapponesi” e adattarla alle strutture del ventunesimo secolo. Per raggiungere questo obiettivo Kengo Kuma si ispira alla luce e alla natura.
Welcome non sarà la prima opera progettata dall’architetto giapponese in Italia; nel 2010 fu infatti inaugurata a Reggio Emilia la Casalgrande Ceramic Cloud, una sperimentazione del materiale ceramico in forma strutturale.

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