In una giornata di luglio che a Milano si vive tra uffici semi-vuoti, cantieri rallentati dal caldo e serate all’aperto, il tema dell’energia torna a pesare anche sul fronte industriale. L’industria italiana del Gpl e del Gnl rilancia infatti la propria candidatura a un ruolo più centrale nella transizione energetica europea, chiedendo a Bruxelles un approccio meno rigido e più aperto alle diverse tecnologie disponibili.
Il messaggio arriva dal mondo dei gas liquefatti, che considera questi combustibili parte di un percorso di decarbonizzazione da costruire senza escludere opzioni già operative. Per il comparto, la sfida non è soltanto ambientale: riguarda anche competitività, sicurezza degli approvvigionamenti e capacità del sistema produttivo di affrontare una fase ancora segnata da incertezze sui costi dell’energia.
Nel dibattito aperto in questi mesi, l’industria sottolinea come la transizione non possa dipendere da una sola soluzione. Il punto, sostiene il settore, è valorizzare un mix di strumenti che includa efficienza, rinnovabili, infrastrutture e carburanti a minore impatto, evitando di penalizzare filiere che hanno già avviato investimenti e innovazione. In questo quadro, anche i cosiddetti bio Gpl e bio Gnl vengono indicati come elementi da considerare con maggiore attenzione.
Per Milano e il suo hinterland, questo confronto non è astratto. La città è uno dei motori economici del Paese, con una forte presenza di logistica, manifattura, servizi avanzati e trasporti: settori che dipendono in modo diretto dalla stabilità dei costi energetici. In estate, quando aumentano mobilità, turismo e attività legate agli eventi serali, la tenuta delle forniture e la prevedibilità dei prezzi diventano ancora più rilevanti per imprese e famiglie.
Il comparto dei gas liquefatti guarda anche al nodo delle infrastrutture. Depositi, reti di distribuzione, trasporto e stoccaggio restano tasselli essenziali per garantire continuità operativa a filiere industriali e distributive. Secondo l’impostazione portata avanti dall’associazione del settore, un’Europa più pragmatica dovrebbe riconoscere il contributo di queste soluzioni nella fase di transizione, soprattutto dove elettrificazione totale e altre alternative non sono ancora immediate o economicamente sostenibili.
Il tema si intreccia con un’esigenza molto concreta: tenere insieme sostenibilità e competitività. Per le imprese lombarde, spesso esposte alla concorrenza internazionale, ogni scelta energetica ha ricadute sui margini, sulla programmazione degli investimenti e sulla capacità di mantenere occupazione e produzione sul territorio. Da qui la richiesta di regole europee che non favoriscano un’unica traiettoria, ma accompagnino percorsi differenti in base ai settori e agli usi finali.
In un momento in cui l’opinione pubblica è attenta a tutto ciò che può incidere su bollette, trasporti e costi della filiera alimentare e industriale, il messaggio dell’industria del Gpl e del Gnl è chiaro: la transizione energetica, per essere davvero efficace, deve restare accessibile, sicura e tecnologicamente aperta. Un approccio che, dal punto di vista del settore, potrebbe aiutare anche l’Italia a giocare una partita da protagonista in Europa.
Per approfondire: Adnkronos Economia