Con l’estate piena e una Milano che, tra caldo e serate all’aperto, cerca anche in teatro un po’ di sollievo e meraviglia, la Scala riporta in scena uno dei titoli più popolari del grande repertorio: Don Chisciotte nella celebre versione firmata da Rudolf Nureyev. Il balletto torna sul palcoscenico di piazza della Scala dopo otto anni di assenza, in un momento in cui la città alterna la corsa quotidiana alle voglie di leggerezza tipiche di fine giugno.
L’allestimento promette virtuosismo, ritmo e colori, con quell’immaginario spagnoleggiante che ha reso il titolo tra i più amati dal pubblico. È un balletto che parla a chi frequenta la grande tradizione classica ma anche a chi, magari durante questa stagione di vacanze in città, cerca uno spettacolo capace di unire tecnica e racconto, energia e fantasia. In una settimana in cui molti milanesi si muovono tra uffici più vuoti, weekend anticipati e programmi serali all’aperto, la proposta del Piermarini arriva come un invito a riscoprire il teatro come destinazione estiva.
La scelta di riproporre Nureyev non è casuale. La sua lettura di Don Chisciotte conserva intatto il gusto per la brillantezza scenica e per i ruoli costruiti per esaltare la personalità dei danzatori. Al centro non c’è soltanto la vicenda ispirata al romanzo di Cervantes, ma un mondo teatrale fatto di slancio, ironia, passi spettacolari e grande precisione. È una pagina di repertorio che richiede interpreti all’altezza, e proprio per questo la Scala ha previsto un’articolazione in cinque cast, segno di una produzione pensata per valorizzare profondità e alternanza di forze artistiche.
Nell’apertura figurano Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko nel ruolo degli innamorati, una coppia molto attesa dal pubblico scaligero. La loro presenza conferma il peso che il teatro milanese attribuisce alle grandi serate di balletto, soprattutto quando si tratta di titoli in grado di richiamare sia gli appassionati storici sia chi si avvicina alla danza per la prima volta. In estate, del resto, Milano mostra spesso il suo volto più curioso: meno frenetico, ma ancora capace di riempire sale, platee e spazi culturali quando l’offerta sa parlare a un pubblico ampio.
Il ritorno di Don Chisciotte alla Scala si inserisce anche in una stagione in cui la cultura diventa un modo per vivere la città in modo diverso, senza rinunciare alla qualità. Per molti, una serata al teatro può essere il contrappunto ideale a giornate afose e traffico ridotto ma non assente, oppure un’alternativa ai locali e ai cortili estivi del centro. E proprio la formula del balletto, con la sua capacità di combinare leggerezza narrativa e grande abilità tecnica, si presta bene a questo tempo sospeso tra lavoro e partenza, tra routine e desiderio di evasione.
Il fascino del titolo sta anche nella sua immediatezza: è uno spettacolo che non chiede chiavi complesse per essere amato, ma che continua a soddisfare anche lo spettatore più esperto grazie alla ricchezza della coreografia e alla precisione dell’impianto teatrale. Nureyev, con il suo stile inconfondibile, ha trasformato un balletto di brillante tradizione in un terreno di sfida per i danzatori e di grande piacere per il pubblico. Per Milano, che in questi giorni vive il passaggio verso l’estate piena, è anche un modo per ribadire il ruolo della Scala come presidio culturale capace di accompagnare la città in ogni stagione.
Per approfondire: Repubblica Milano.