Il futuro dell’energia, per l’industria italiana, passa sempre più da biogas, rinnovabili ed economia circolare. È il messaggio che arriva dall’assemblea generale 2026 di Cisambiente Confindustria, occasione in cui Lucia Leonessi ha definito riuscita la scelta di portare il confronto nel Mezzogiorno e, in particolare, in un contesto legato alla filiera del biometano.

Un passaggio che parla anche a Milano, dove imprese, filiere produttive e servizi sono chiamati a fare i conti con costi energetici, obiettivi ambientali e competitività. In una città che vive di logistica, manifattura, terziario avanzato e grandi flussi quotidiani, la transizione non è più un tema astratto: riguarda le bollette delle aziende, la gestione dei rifiuti, la qualità dell’aria e la capacità di innovare senza perdere terreno sui mercati.

Secondo la lettura proposta da Cisambiente, il biogas e le altre fonti rinnovabili non vanno considerate come comparti separati, ma come pezzi di una strategia più ampia. La logica è quella dell’economia circolare: trasformare scarti e sottoprodotti in risorse, ridurre gli sprechi, alleggerire la dipendenza da fonti tradizionali e creare nuove opportunità industriali. Un approccio che, nel contesto attuale, punta a unire sostenibilità e convenienza economica.

Per il sistema produttivo lombardo il tema è particolarmente sensibile. La regione ospita una rete fitta di imprese energivore, operatori della raccolta e del trattamento dei rifiuti, consorzi e utility impegnate su più fronti: efficienza, recupero di materia, autoproduzione e nuovi modelli di approvvigionamento. La crescita di tecnologie legate al biometano e al recupero energetico si inserisce in questa direzione, con l’obiettivo di ridurre emissioni e dipendenze esterne.

Le parole di Leonessi richiamano anche un altro punto spesso decisivo per la riuscita dei progetti green: le infrastrutture. Senza reti adeguate, impianti moderni, tempi autorizzativi compatibili e collegamenti efficienti, la transizione rischia di rallentare proprio dove potrebbe produrre più valore. È un tema che non riguarda solo la Calabria citata nell’assemblea, ma l’intero Paese, dalle aree metropolitane ai distretti industriali del Nord.

In estate, mentre Milano si svuota in parte nei weekend e aumenta il peso di eventi serali, turismo urbano e mobilità di prossimità, il nodo energia resta però centrale anche nella vita quotidiana. Condizionamento degli uffici, consumi dei negozi, gestione dei servizi e dell’ospitalità rendono ancora più evidente quanto sia importante diversificare le fonti e puntare su modelli più efficienti. La transizione ecologica, insomma, entra nelle abitudini della stagione calda non solo come scelta ambientale, ma come leva economica concreta.

Il quadro che emerge è quello di un comparto industriale che prova a leggere il cambiamento non come costo aggiuntivo, ma come occasione di rilancio. Biogas, energia rinnovabile e circolarità diventano così parole chiave per una competitività nuova, capace di tenere insieme innovazione, occupazione e sostenibilità. Ed è un messaggio che, anche a Milano, suona particolarmente attuale in un venerdì che apre il weekend e invita a guardare già alla qualità del futuro prossimo.

Per approfondire: fonte Adnkronos Economia