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Cosa prevedere la riforma della sanità lombarda

News Milano – Una delle prime caratteristiche della nuova riforma della sanità lombarda riguarda gli interventi decisi sull’argomento delle case e degli ospedali comunitari. Grazie a questa riforma si è finalmente giunti alla decisione progettare e realizzare 64 nuove strutture ospedaliere comunitarie e 216 nuove case di comunità, il tutto entro l’anno 2024. La realizzazione di queste nuove strutture verrà sostenuto dai 576 milioni di euro provenienti dei fondi europei, grazie al piano di resilienza e ripresa nazionale PRRN.

Le case comunitarie saranno prevalentemente adibite alla cura dei pazienti che soffrono di patologie croniche, mentre gli ospedali comunitari si concentreranno fondamentalmente dei ricoveri di breve durata e degli interventi di medio-basso livello o complessità. Anche dal punto di vista organizzativo si è deciso che le case comunitarie debbano essere gestite e dirette degli stessi medici di base o, in casi particolari, da cooperative esterne.

Maggiore differenziazione tra ATS e ASST

Risultato della riforma sanitaria milanese è proprio la migliore e più approfondita differenziazione tra le varie offerte ospedaliere. Grazie a quest’ultima riforma sarà possibile avere una più chiara divisione di importanza e ruolo tra ATS e ASST. Le ATS avranno come principale compito quello di occuparsi dell’attività di programmazione, acquisto e di organizzazione delle strutture ospedaliere stesse. Gli ASST avranno invece il fondamentale compito di occuparsi dell’erogazione di ogni servizio essenziale.

Gli ASST, per via della riforma sanitaria e della necessità di svolgere al meglio la propria attività di erogazione servizi, verranno suddivisi in due principali poli: Polo ospedaliero e Polo territoriale. All’interno della classificazione e denominazione di polo ospedaliero, rientrerà il comune ospedale, mentre con polo territoriale si andrà a definire un preciso insieme di strutture ospedaliere, il quale conterrà al suo interno anche le case e gli ospedali comunitari.

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Istituzione di nuovi comitati medici

La riforma della sanità lombarda porterà alla nascita e all’istituzione di due nuove tipologie di comitati medici: il comitato di indirizzo cure primarie e il comitato di rappresentanza delle professioni sanitarie. I medici saranno completamente liberi di decidere se associarsi o meno a queste nuove tipologie di comitati, ma nel caso in cui decidano di sostenere l’iniziativa, si uniranno alla formazione del cosiddetto ambulatorio socio sanitario territoriale. Questo nuovo organo avrà come obiettivo primario e fondamentale la cura di tutti quei pazienti che soffrono di patologie croniche e difficili da sradicare. A questo nuovo organo verranno adibiti dei fondi speciali, grazie ai quali sarà possibile acquistare tutte le attrezzature e i macchinari necessari per svolgere al meglio l’attività di diagnosi della stragrande maggioranza delle patologie.

La nuova riforma mette a disposizione anche un fondo per il supporto di tutti quegli enti locali che decidono di supportare l’ambulatorio sociosanitario. Infatti, nel caso in cui un ente o un istituto locale decida di mettere a disposizione le proprie strutture al fine di supportare l’ambulatorio socio sanitario, questo potrà usufruire dei fondi e dei contributi regionali messi a disposizione grazie alla riforma sanitaria lombarda.

Piano e osservazione epidemiologica

L’ultimo periodo ha messo particolarmente in evidenza l’importanza di una profonda struttura di controllo delle emergenze epidemiologiche. Proprio per questo motivo, non poteva in alcun modo mancare all’interno della riforma sanitaria l’accento su quella che è la tematica del piano Pandemico. Come risultato di quest’ultima riforma sanitaria, l’assessore al Welfare viene insignito di una maggiore quantità di potere e libertà nell’erogazione dei principali servizi e nella realizzazione di un piano Pandemico.

Il piano Pandemico realizzato e ideato dall’assessore del Welfare e dalla regione, potrà avere una durata massima di cinque anni. Oltre a fornire maggiori poteri e libertà di manovra all’assessorato, la riforma si concentra sulla realizzazione di una più forte struttura di analisi, studio e ricerca legata alle malattie infettive. Le strutture e gli enti adibiti allo studio e all’approfondimento delle malattie ad elevato rischio epidemiologico, potranno anche occuparsi dello sviluppo autonomo di vaccini.

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