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La Milano del “Signor G.” Gaber

News Milano – Il capoluogo lombardo si prepara alla celebrazione della rassegna di spettacoli ‘Milano per Gaber’ che, dopo due anni di pandemia e cicli alterni per gli eventi, torna in presenza offrendo a tutti gli appassionati, semplici curiosi e tutti gli avventori, sei appuntamenti dedicati al mitico e mai dimenticato Giorgio Gaber. Gli spettacoli si terranno presso due stabilimenti: il Teatro Milano e il famoso Teatro Lirico Giorgio Gaber, dedicato appunto al cantautore, nato proprio a Milano nel 1939.

La rassegna vede aprirsi le danze il 31 maggio, presso il Teatro Lirico, con uno spettacolo denominato ‘Concerto per il Signor G.’, curato da Neri Marcorè, proseguendo giorno 7 e 8 giugno al Teatro Piccolo rispettivamente con una lettura di Gaber di Maurizio de Giovanni e con ‘Dio Bambino’, la cui regia è affidata a Giorgio Gallione. Infine, il 9 giugno Gioele Dix presenterà degli inediti su Gaber, chiudendo giorno 11 con l’orchesta Multietnica di Arezzo grazie alla conduzione di Stefano Mazzini.

I luoghi simbolo della Milano di Giorgio Gaber

Chi conosce un minimo la storia e le vicende che hanno reso grande Giorgio Gaber – oltre la sua genialità e inventiva, naturalmente – sa bene che non è possibile scindere la sua figura dalla città di Milano: questo perché all’interno della stessa ha trovato il terreno fertile per coltivare il suo talento e creatività. Importante, dunque, per comprendere bene la sua figura esplorare i luoghi che hanno segnato la sua vita.

Innanzitutto, in via Londonio 28, a sempione, è posta una targa in ricordo del Signor G., dove è citata testualmente la sua data di nascita con dedica e la celebrazione all’invenzione del Teatro-Canzone. Altro luogo di interesse è quello delle scuole superiori, precisamente l’istituto commerciale Carlo Cattaneo, dove Gaber ha intrapreso gli studi diplomandosi come ragionerie, prima di proseguire gli studi all’università, dove tutti i professori lo definivano sovente come una persona con l’intelligenza sopra la media, pur non completando gli studi: nello stesso periodo, infatti, cominciava a esplodere la verve creativa del Gaber, che cominciava ad esibirsi da cantante e musicista a Santa Tecla, un club milanese dietro il Duomo. Il resto è storia, musica, tv e teatro.

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L’importanza del cabaret per Giorgio Gaber

Storicamente, Giorgio Gaber ha espresso il massimo della sua formazione artistica anche grazie al suo avvicinamento per il cabaret. Il movimento che ha portato questa espressione artistica in Italia, infatti, si è sviluppata soprattutto nel 1960, dove i principi di controcultura, sperimentazione e anti conformismo erano la parola d’ordine dei giovani intellettuali, costituendo l’alternativa alla Milano perbene e inquadrata nelle regole sociali. Principalmente, in queste ideologie e correnti artistiche, Gaber è cresciuto, facendo tesoro di tutte le sue esperienze presso i piccoli teatri di Santa Tecla o La Muffola, o degli esordienti Nebbia Club, Cab 64 e altri. Inoltre, riuscì a portare il genere del cabaret anche in televisione, come per i programmi Cantata o Canzoniere minimo.

Ad avvicinarlo a questo mondo fu soprattutto Maria Monti, che lo fece innamorare anche di tendene americane e francesi, raccogliendo tutto il meglio di queste correnti per creare il suo stile unico. In tal senso, la massima espressione della creatività di Gaber, si ebbe negli anni 70, due anni dopo che i cabaret chiusero i battenti per motivi culturali legati alla rivoluzione del sessantotto.

Gli omaggi che Milano ha fatto a Giorgio Gaber

La straordinaria carriera di Gaber, dunque, verrà celebrata con la serie di spettacoli precedentemente citata. Naturalmente, questo non è l’unico modo in cui Milano, però, ha reso e continua a rendere omaggio al Signor G. Oltre alla targa già citata, sono parecchi i luoghi dedicati all’artita. Ad esempio, all’interno del Pirellone un intero Auditorium è dedicato alla sua memoria, dove si svolgono sopratutto convegni e concerti. Stessa cosa per l’Auditorium posto fra Gratosoglio e Chiesa Rossa, presso la fermata capolinea di Abbiategrasso. Infine, il murale di Giorgio Gaber presso la piazza Cardinal Ferrari.

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