In un’estate milanese fatta di serate all’aperto, turismo urbano e attenzione crescente alla sostenibilità, il tema delle filiere agricole resta centrale anche per l’economia locale. Dal settore del tabacco arriva ora un nuovo allarme: secondo Coldiretti, una direttiva europea sui prodotti del tabacco rischierebbe di colpire non solo i consumi, ma l’intero sistema produttivo, con ricadute su imprese e occupazione.
La posizione è stata ribadita da Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di organismi di settore legati al comparto, che ha parlato di un approccio comunitario giudicato troppo ideologico e poco efficace sul fronte della salute pubblica. Il punto, secondo l’associazione, è che interventi più restrittivi non avrebbero come risultato automatico la riduzione del tabagismo, ma potrebbero invece accelerare la crisi di aziende già esposte a margini stretti e a regole sempre più complesse.
Il dibattito non riguarda soltanto le aree di produzione tradizionali, ma tocca anche il più ampio sistema agroindustriale italiano, fatto di coltivazione, trasformazione, logistica e servizi. In una fase in cui il costo dell’energia, la pressione regolatoria e la concorrenza internazionale pesano su molte filiere, ogni modifica normativa viene osservata con attenzione da imprese e rappresentanze economiche. Anche nel Milanese, dove il rapporto tra agricoltura, distribuzione e industria alimentare è forte, le ricadute di decisioni europee possono farsi sentire lungo tutta la catena del valore.
Secondo Coldiretti, il rischio sarebbe quello di ripetere errori già visti in passato: interventi su incentivi e sostegni che non avrebbero modificato in modo sostanziale le abitudini dei consumatori, ma avrebbero reso più fragile il tessuto produttivo. L’organizzazione insiste su un punto: la tutela della salute va perseguita, ma senza scaricare sulle imprese agricole il peso di scelte percepite come punitive.
In questa fase estiva, mentre molti milanesi guardano alle vacanze ma anche alla tenuta del lavoro e del reddito nelle proprie famiglie, il tema della filiera resta tutt’altro che astratto. Quando si parla di agricoltura, infatti, non si parla solo di campi e raccolti: entrano in gioco investimenti, export, occupazione stagionale, innovazione e capacità di stare sul mercato in un contesto europeo sempre più competitivo.
Per l’economia italiana, il nodo è quello di trovare un equilibrio tra obiettivi sanitari, transizione produttiva e protezione delle imprese. Le associazioni di categoria chiedono che il confronto con Bruxelles tenga conto dell’impatto concreto delle norme sui territori, evitando misure che rischino di produrre effetti contrari a quelli dichiarati.
In attesa di capire come evolverà il confronto europeo, il settore chiede un’impostazione più pragmatica: meno contrapposizioni ideologiche e più attenzione alla sostenibilità economica delle aziende. Una linea che riguarda da vicino anche il sistema produttivo lombardo, abituato a misurarsi con cambiamenti rapidi e con la necessità di restare competitivo senza perdere posti di lavoro.
Per approfondire: fonte originale Adnkronos Economia, https://www.adnkronos.com/economia/tabacco-masiello-coldiretti-direttiva-europea-rischia-di-minare-intera-filiera_6w8K2DZECwhvwaE9zGfo8B