Nel pieno dell’estate milanese, con le serate più affollate tra aperitivi, eventi all’aperto e consegne che aumentano nelle ore più calde, il tema del lavoro dei rider torna al centro del dibattito. Confintesa interviene sullo sciopero indetto a Firenze per il 15 luglio e richiama l’attenzione su un punto che, anche a Milano e nell’hinterland, riguarda migliaia di lavoratori della consegna a domicilio: il modello di remunerazione e la tutela reale del tempo di lavoro.
Secondo il sindacato, la questione non si esaurisce nel prezzo pagato per ogni singola consegna. Il nodo, spiegano, è più ampio e tocca il tempo trascorso in connessione, l’attesa tra un ordine e l’altro, le condizioni in cui si lavora e l’effetto che il caldo estivo può avere sulla sicurezza e sulla fatica fisica. Una riflessione che, in una città come Milano, appare particolarmente attuale nelle settimane in cui la domanda di food delivery tende a crescere soprattutto la sera.
Confintesa osserva inoltre che esiste già una proposta contrattuale depositata al Cnel, pensata per superare l’impostazione legata soltanto al cottimo e per riconoscere in modo più strutturato il tempo di disponibilità operativa. L’idea è quella di legare il compenso non solo alla singola corsa, ma anche alle ore in cui il rider resta a disposizione della piattaforma, con eventuali maggiorazioni quando le condizioni meteo diventano sfavorevoli o il servizio si svolge in situazioni più gravose.
Il tema non riguarda soltanto i rider impiegati nelle grandi città, ma anche un ecosistema urbano fatto di quartieri residenziali, poli universitari, zone della movida e comuni del Nord Milano dove le consegne sono diventate parte della routine quotidiana. Per molti lavoratori, soprattutto nei mesi estivi, il problema non è solo quanto si guadagna, ma quanto si resta esposti a orari lunghi, spostamenti continui e ritmi difficili da prevedere.
Nel settore della consegna a domicilio il confronto sul salario si intreccia da tempo con quello sulle tutele. L’obiettivo, per il sindacato, è evitare che il compenso venga misurato esclusivamente sulla velocità della singola prestazione, senza considerare il tempo effettivamente dedicato al lavoro. Una questione che entra nel dibattito sull’economia dei servizi digitali, sempre più presente anche nel tessuto produttivo milanese.
In estate il tema assume un rilievo ulteriore. Le temperature elevate, la concentrazione degli ordini nelle fasce serali e la maggiore presenza di turisti e cittadini nei dehors rendono più evidente la dipendenza della città dai servizi di delivery. È proprio in questi momenti che, secondo le organizzazioni sindacali, servono regole più chiare per evitare che la flessibilità si traduca in precarietà strutturale.
Il messaggio lanciato da Confintesa va dunque oltre la cronaca dello sciopero di Firenze e si inserisce nel confronto nazionale sul lavoro nei servizi digitali. Per Milano, dove il food delivery è ormai parte integrante dell’economia urbana, il dibattito riguarda anche il rapporto tra innovazione, diritti e sostenibilità sociale del lavoro nei mesi più intensi dell’anno.
Per approfondire: fonte Adnkronos