La revisione del sistema europeo Ets accende il dibattito tra obiettivi climatici e competitività delle imprese della logistica e dello shipping. A commentarla è Alis, che pur riconoscendo alcuni passi avanti nel testo presentato dalla Commissione europea, si dice ancora non pienamente soddisfatta. Un segnale che interessa anche Milano e il suo hinterland, dove la filiera del trasporto e della distribuzione vive di interconnessioni costanti con i porti, i corridoi logistici e il sistema produttivo del Nord.
Il punto, per l’associazione del comparto, è trovare un equilibrio più solido tra la spinta alla decarbonizzazione e la necessità di non indebolire la competitività delle imprese europee. In questa prospettiva, la revisione viene letta come un tentativo di correggere alcuni aspetti del meccanismo, mantenendo però l’Ets al centro delle politiche ambientali sul trasporto marittimo.
Per un territorio come quello milanese, dove operano spedizionieri, operatori logistici, aziende manifatturiere ed export-oriented, il tema non è lontano dalla vita quotidiana delle imprese. Ogni variazione nei costi del trasporto internazionale può riflettersi sui tempi di consegna, sull’organizzazione delle catene di fornitura e, in ultima analisi, sui prezzi finali. In un periodo estivo in cui aumentano anche i flussi turistici e commerciali, la tenuta della logistica diventa ancora più strategica.
Alis richiama inoltre la necessità di una cornice normativa coerente con il diritto internazionale marittimo e con le esigenze operative delle aziende. In altri termini, il comparto chiede regole ambientali ambiziose ma applicabili, capaci di accompagnare la transizione senza creare squilibri competitivi tra gli operatori europei e quelli di altri mercati.
Il dossier si inserisce in una fase in cui l’Unione europea prova a rafforzare gli strumenti per la riduzione delle emissioni senza rinunciare alla tenuta industriale. Una sfida che a Milano viene osservata con attenzione anche dal mondo delle imprese, dei servizi e della logistica urbana, sempre più chiamati a coniugare efficienza, sostenibilità e investimenti tecnologici.
Nel concreto, il settore guarda a innovazione dei mezzi, carburanti alternativi, digitalizzazione dei processi e migliore organizzazione delle rotte come leve per ridurre l’impatto ambientale. Ma la transizione, ricordano gli operatori, ha bisogno di tempi certi, infrastrutture adeguate e regole che non penalizzino chi esporta e chi movimenta merci in un mercato globale ancora molto competitivo.
Per Milano, che si muove tra economia dei servizi, industria avanzata e centralità dei collegamenti con il resto d’Italia e d’Europa, il confronto sull’Ets è quindi anche una questione di sistema. In piena estate, mentre il weekend invita a rallentare, le imprese continuano a fare i conti con dossier che incidono sulla capacità di programmare il lavoro delle prossime settimane e dei prossimi mesi.
Per approfondire: fonte Adnkronos