In Italia cresce il ricorso ai farmaci per la salute mentale in età pediatrica e adolescenziale, un segnale che racconta insieme il disagio di molte famiglie e la maggiore attenzione dei medici verso disturbi prima intercettati con più difficoltà. Il dato più significativo riguarda l’aumento dei trattamenti per l’Adhd, ma risultano in crescita anche gli antidepressivi, in un quadro che negli ultimi anni ha visto un’impennata complessiva dei consumi rispetto al 2016.
Il tema tocca da vicino anche Milano, dove la pressione tra scuola, sport, attività extrascolastiche e vita urbana rende spesso più visibili le fragilità dei più giovani. In una città che d’estate si svuota solo in parte e continua a muoversi tra centri estivi, oratori, campus e servizi di quartiere, il bisogno di supporto psicologico e clinico per bambini e adolescenti resta un punto centrale per famiglie e pediatri.
La crescita degli utilizzi non va letta solo come un incremento “meccanico” delle prescrizioni. In molti casi indica diagnosi più tempestive, un monitoraggio più attento e una maggiore consapevolezza su disturbi che possono incidere sul rendimento scolastico, sulle relazioni e sulla qualità della vita. Allo stesso tempo, però, apre interrogativi su accesso alle cure, tempi di presa in carico e continuità dell’assistenza territoriale.
Per i genitori milanesi, soprattutto in questo periodo di vacanze o di organizzazione dei turni tra lavoro e famiglia, il tema assume anche una dimensione pratica. Quando mancano reti di supporto solide, una difficoltà comportamentale o emotiva può diventare più pesante da gestire. Ed è proprio qui che pesano la disponibilità di consultori, neuropsichiatria infantile, psicologi scolastici e servizi sul territorio, spesso chiamati a lavorare in raccordo con il medico di base e con le scuole.
Il quadro che emerge dalla crescita dei consumi di psicofarmaci tra i più giovani suggerisce quindi due letture parallele. Da un lato, la maggiore capacità del sistema di intercettare disturbi come l’Adhd e i sintomi depressivi. Dall’altro, la conferma di un malessere che non riguarda solo le situazioni più gravi, ma anche forme di disagio diffuse, accentuate negli ultimi anni da isolamento, stress e ritmi familiari sempre più complessi.
Per la Lombardia e per Milano, dove la domanda di servizi sanitari e sociali resta elevata, il dato richiama l’esigenza di un approccio integrato: diagnosi accurate, terapie personalizzate, sostegno psicologico e informazione corretta ai genitori. La sola prescrizione farmacologica, infatti, non basta se non è accompagnata da un percorso più ampio, capace di coinvolgere scuola, famiglia e specialisti.
Nel pieno dell’estate, mentre molte famiglie cercano un equilibrio tra giornate all’aperto, rientri serali e gestione dei figli, questa tendenza ricorda quanto la salute mentale dei più giovani sia ormai una priorità anche economica e sociale. Perché dietro ogni numero ci sono percorsi di cura, tempi di attesa, costi per le famiglie e una rete di assistenza che deve funzionare tutto l’anno, non solo quando il tema finisce al centro del dibattito pubblico.
Per approfondire: ADNKRONOS ECONOMIA