Settembre riporta il calendario economico su fiere, ordini e strategie per l’autunno, un momento chiave anche per le imprese dell’area milanese che lavorano con moda, design e lusso. In questo scenario, dal salone vicentino Vicenzaoro arriva una fotografia sfaccettata del comparto orafo: il settore attraversa una fase complessa, ma alcuni mercati esteri continuano a sostenere l’export italiano.
La lettura è arrivata da Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Confindustria Federorafi, che ha sottolineato come l’andamento non sia uniforme da un’area all’altra. A pesare sono soprattutto alcuni mercati mediorientali e la Turchia, mentre negli Stati Uniti si registra una performance positiva, accompagnata da altri sbocchi europei che restano strategici per il made in Italy.
Per Milano e hinterland il tema non è secondario. Nel sistema produttivo locale l’oreficeria si intreccia con la filiera del lusso, con laboratori, showroom, uffici commerciali e brand che presidiano il capoluogo come piattaforma internazionale. Quando uno dei mercati principali rallenta, l’effetto si riflette lungo tutta la catena: produzione, distribuzione, promozione e pianificazione degli ordini per le collezioni future.
Il segnale più interessante, in questa fase, riguarda proprio gli Stati Uniti. In un contesto globale ancora incerto, l’attenzione delle imprese si sposta verso i mercati capaci di assorbire prodotto italiano di fascia alta, soprattutto dove il marchio, la manifattura e la storia del prodotto restano elementi decisivi. Per le aziende lombarde, spesso già abituate a lavorare su più canali, significa rafforzare la presenza commerciale e difendere margini sempre più sotto pressione.
Il quadro raccontato a Vicenzaoro conferma anche un tratto tipico dell’economia del lusso: non esiste un andamento unico, ma una somma di mercati che si muovono in modo diverso. Ci sono aree che frenano, altre che tengono, altre ancora che crescono e compensano solo in parte le difficoltà. Per questo le imprese stanno cercando nuove leve: internazionalizzazione, presidio delle fiere, relazioni con i buyer e maggiore selettività nei mercati da seguire.
Nel cuore dell’autunno economico, mentre Milano rientra a pieno ritmo tra uffici, scuole, università e trasferte di lavoro, anche il settore orafo si prepara a settimane decisive. Le aziende guardano ai prossimi mesi con prudenza, ma senza rinunciare a investire su qualità, design e capacità di raccontare il prodotto. È lì che il made in Italy continua a giocarsi la partita più importante.
Per approfondire: fonte Adnkronos