In una giornata d’estate come questa, con Milano che rallenta tra uffici semivuoti, partenze per le vacanze e serate all’aperto, la logistica resta uno dei nervi scoperti dell’economia italiana. Dietro a ogni consegna puntuale, a ogni scaffale rifornito e a ogni flusso di merci che attraversa il Paese, c’è infatti un sistema fatto di trasporti, intermodalità, infrastrutture e imprese chiamate a misurarsi con scenari internazionali sempre più complessi.
È il quadro che emerge anche dal confronto promosso da Alis, dedicato agli scenari geopolitici e alle ricadute su competitività, sicurezza energetica e filiere strategiche. Il tema non riguarda solo i territori più vicini ai grandi porti o agli snodi del Sud, ma tocca da vicino anche Milano e il suo hinterland, dove si concentrano centri direzionali, piattaforme distributive, operatori della Gdo, e una parte importante dell’economia dei servizi collegati alla movimentazione delle merci.
La parola chiave, in questa fase, è resilienza. Le imprese della logistica sono chiamate a rispondere a costi dell’energia ancora sotto osservazione, tensioni internazionali che possono rallentare i traffici e una domanda di mercato che chiede consegne rapide, tracciabilità e minore impatto ambientale. Per un’area metropolitana come quella milanese, dove l’efficienza della catena distributiva incide sulla vita quotidiana di aziende e consumatori, ogni passaggio verso modelli più sostenibili ha un peso concreto.
Nel dibattito di settore cresce l’idea che la competitività non dipenda soltanto dalla velocità, ma dalla capacità di integrare più modalità di trasporto e ridurre gli sprechi. L’intermodalità viene considerata una delle risposte più credibili per coniugare efficienza e sostenibilità, soprattutto in un periodo in cui il richiamo alla transizione energetica convive con la necessità di contenere i costi operativi. Per la Lombardia, regione industriale e logistica per eccellenza, il tema si traduce in investimenti, connessioni ferroviarie, piattaforme digitali e collaborazione tra attori diversi della filiera.
In questo contesto si inserisce anche il protocollo d’intesa siglato tra l’associazione della logistica sostenibile e Confagricoltura, un passaggio che punta a rafforzare il dialogo tra due mondi apparentemente lontani ma in realtà strettamente connessi. Agricoltura e trasporti condividono la stessa esigenza: garantire continuità, qualità e valore aggiunto lungo l’intero percorso produttivo, dal campo al mercato. È un’alleanza che parla anche alla filiera agroalimentare lombarda, fatta di imprese che guardano con attenzione alla distribuzione efficiente verso Milano, il Nord Italia e l’estero.
Il richiamo al Mezzogiorno, al centro del forum, è un altro elemento significativo. Le aree portuali, retroportuali e intermodali del Sud hanno un ruolo crescente nei traffici nazionali e internazionali, e il loro sviluppo può contribuire a riequilibrare la geografia economica del Paese. Per il sistema produttivo milanese, abituato a ragionare in termini di connessioni europee e globali, avere una rete logistica più robusta significa poter contare su tempi più certi, minori fragilità e maggiore capacità di reagire alle crisi.
Nel pieno dell’estate, quando molte attività rallentano ma i flussi di merci non si fermano, il settore si trova davanti a una domanda semplice e decisiva: come rendere la logistica un fattore di crescita e non un costo inevitabile? La risposta passa dalla collaborazione tra imprese, associazioni e comparti produttivi, ma anche da una visione di lungo periodo capace di tenere insieme energia, infrastrutture e sostenibilità ambientale.
Per approfondire: Adnkronos Economia