Con settembre che riporta Milano alla routine del lavoro, dei trasporti pieni e delle agende che si rimettono in moto, torna anche una delle spese più sentite dalle famiglie: i libri scolastici. Il conto del rientro, già pesante tra zaini, quaderni, abbonamenti e attività extrascolastiche, rischia di farsi ancora più alto proprio nel momento in cui molti nuclei familiari devono fare i conti con il bilancio di fine estate.

Il tema è particolarmente sensibile in una città come Milano, dove il costo della vita resta elevato e la ripartenza di settembre coincide spesso con nuove spese per scuola, università e mobilità quotidiana. Per chi ha figli alle medie o alle superiori, la lista dei testi da acquistare può trasformarsi in un vero budget da pianificare con attenzione, soprattutto se in casa ci sono più studenti.

Secondo la segnalazione rilanciata da Adnkronos, la spesa media annua per i libri alle superiori si aggira su alcune centinaia di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente, mentre alle medie il costo resta comunque rilevante. A pesare sono anche i percorsi scolastici più lunghi e più ricchi di materiali, come alcuni indirizzi liceali, dove nell’arco del quinquennio la spesa complessiva può diventare molto impegnativa per le famiglie.

Il problema non riguarda solo il valore assoluto dei testi, ma anche la distribuzione territoriale dei costi. Nel Mezzogiorno, osservano le associazioni dei consumatori, studiare tende a risultare più caro rispetto ad altre aree del Paese, per effetto di più fattori: il minor ricorso al mercato dell’usato, la difficoltà di trovare scambi organizzati, la minore disponibilità di reti scolastiche e associative strutturate e, in alcuni casi, la necessità di acquistare più materiale nuovo.

Per una metropoli come Milano, il confronto con il resto d’Italia è interessante anche sul piano sociale. Nel capoluogo lombardo la rete di librerie, piattaforme di scambio e mercatini dell’usato è ampia, ma non sempre basta a contenere la spesa, soprattutto quando i docenti adottano volumi aggiornati o quando i testi vengono affiancati da eserciziari e strumenti digitali. Il risultato è che il rientro a scuola si conferma una delle voci più delicate del bilancio familiare di settembre.

Le associazioni dei consumatori tornano così a chiedere un contenimento dei prezzi e un maggiore equilibrio nelle adozioni. Tra le proposte che ricorrono ogni anno ci sono il ricorso più ampio al libro usato, una programmazione didattica che limiti i cambi inutili dei testi e una maggiore attenzione alle famiglie con più figli. Un tema che, nel pieno dell’autunno dei conti domestici, si intreccia anche con il costo della mobilità e delle attività scolastiche pomeridiane.

Per i genitori milanesi, la vera sfida resta quella di far quadrare il rientro: scuola, lavoro, spostamenti e spese ordinarie. E se il calendario di settembre segna il ritorno alla normalità, il portafoglio spesso racconta un’altra storia: quella di un sistema educativo che continua a pesare in modo diverso a seconda del territorio e del tipo di percorso scelto.

Per approfondire: Adnkronos Economia