In un’estate in cui Milano alterna uffici semi-vuoti, serate all’aperto e viaggi brevi verso il mare o i laghi, arriva dal vicino Piemonte una notizia che parla di energia, innovazione e industria del futuro. Oris, startup deep-tech con sede a Torino, ha chiuso un nuovo round di raccolta che porta a 5 milioni di euro il capitale complessivo disponibile per sviluppare la propria tecnologia di trasmissione di energia via laser.

Il progetto è ambizioso e si muove in un settore in cui ricerca scientifica e applicazioni commerciali si incontrano. L’idea è trasferire energia senza cavi a satelliti in orbita, droni in volo e, in prospettiva, anche a rover destinati a operare su superfici difficili come quella lunare. Un approccio che apre scenari interessanti per lo spazio, ma anche per usi duali e per impieghi industriali dove autonomia e continuità operativa sono decisive.

Il finanziamento arriva in una fase in cui il capitale di rischio italiano continua a guardare con attenzione alle tecnologie profonde, cioè quelle basate su ricerca avanzata, tempi di sviluppo più lunghi e barriere all’ingresso elevate. In questo quadro, il fatto che tra gli investitori compaiano soggetti legati a uno dei principali poli industriali del Paese segnala un interesse crescente verso soluzioni capaci di combinare hardware, software e applicazioni ad alto valore aggiunto.

Per Milano, che vive da anni come hub finanziario e tecnologico, operazioni di questo tipo sono un indicatore importante. Non solo perché il capoluogo lombardo è spesso il luogo in cui si incontrano fondi, imprese e startup, ma anche perché la filiera dell’innovazione si estende ormai oltre i confini cittadini, con Torino, il Piemonte e la Lombardia sempre più connessi nei progetti di crescita industriale.

Il tema della trasmissione wireless di energia, poi, intercetta anche un’esigenza molto concreta: aumentare l’autonomia di sistemi che oggi dipendono da batterie, ricariche frequenti o infrastrutture ingombranti. Nel caso dei droni, per esempio, poter restare operativi più a lungo può fare la differenza in attività di monitoraggio, sicurezza, logistica o ispezione. Nello spazio, invece, una ricarica a distanza potrebbe ridurre limiti tecnici e costi di manutenzione.

È un mercato che parla il linguaggio della sostenibilità tecnologica, ma anche della competitività. In un periodo in cui l’Europa cerca di rafforzare le proprie filiere strategiche, le startup che lavorano su energia, aerospazio e sistemi autonomi diventano tasselli importanti di una sovranità industriale più ampia. E l’Italia, con competenze diffuse tra università, centri di ricerca e imprese specializzate, prova a ritagliarsi uno spazio in questa corsa.

La notizia interessa anche il mondo economico milanese perché conferma una tendenza ormai evidente: gli investimenti migliori non si concentrano soltanto su app e servizi digitali, ma anche su progetti complessi, dove la tecnologia è più difficile da sviluppare ma può creare valore duraturo. In altre parole, meno effetti immediati e più infrastrutture per il futuro.

Per chi in questi giorni resta in città o si sposta tra terrazze, parchi e locali serali, sembra un tema distante. In realtà, il cuore della trasformazione industriale è molto vicino alla vita quotidiana: dalla mobilità ai servizi, dall’energia alla connettività. Ed è proprio da startup come Oris che possono arrivare alcune delle innovazioni destinate a cambiare il modo in cui produciamo e usiamo energia nei prossimi anni.

Per approfondire: Adnkronos Economia