In un’estate milanese segnata da serate all’aperto, turismo urbano e attenzione crescente alla sostenibilità, il tema della formazione torna al centro anche nell’economia del lusso. Kering Accademia per le Eccellenze avvia infatti una nuova fase del suo percorso, con l’obiettivo di consolidare un modello che unisce competenze artigianali, innovazione e dialogo con il mondo della cultura.
Il progetto nasce per valorizzare i talenti che potranno raccogliere l’eredità dei mestieri italiani e accompagnarla verso il futuro. Non si tratta soltanto di trasmettere tecniche consolidate, ma di costruire un ecosistema formativo capace di parlare alle nuove generazioni, in un settore che a Milano conosce bene il peso della qualità, della creatività e della reputazione internazionale.
La direzione dell’Accademia punta a mettere in relazione i poli già presenti all’interno di alcune maison del gruppo, da Bottega Veneta a Brioni, da Gucci a Pomellato. L’idea è coordinare esperienze diverse sotto una visione comune, così da rafforzare la capacità di attrarre giovani profili interessati a sartoria maschile, abbigliamento, pelletteria e gioielleria.
Per un mercato come quello del lusso, la formazione non è più un tema accessorio. Le imprese devono rispondere a una doppia esigenza: da un lato conservare il sapere manuale che distingue il prodotto italiano; dall’altro integrare strumenti e competenze legati alla tecnologia, all’intelligenza artificiale e ai nuovi materiali. È qui che la dimensione culturale diventa strategica, perché permette di leggere i mestieri non come reliquie del passato, ma come professioni in evoluzione.
Milano, con il suo sistema di scuole, archivi, fondazioni e imprese creative, è uno dei luoghi in cui questa trasformazione risulta più evidente. La città vive da anni un intreccio continuo tra manifattura, design e cultura d’impresa, e in questo contesto iniziative come Kering Accademia intercettano un bisogno concreto: rendere più attrattive le professioni artigiane per chi oggi sceglie un percorso di specializzazione.
Il richiamo al mondo della cultura non è solo simbolico. Nel lusso contemporaneo, eventi, mostre, archivi di maison e collaborazioni con istituzioni culturali contribuiscono a costruire identità, valore e racconto. Per questo la formazione si muove sempre più in una dimensione diffusa, che mette insieme aula, laboratorio, patrimonio storico e nuove competenze digitali.
In un periodo in cui molte aziende cercano profili capaci di unire manualità e innovazione, l’Accademia si inserisce in una tendenza più ampia: quella di investire sulle persone prima ancora che sui prodotti. Una scelta che parla anche alla filiera milanese e lombarda, dove l’eccellenza non si misura solo nel risultato finale, ma nella capacità di tenere insieme tradizione, ricerca e visione industriale.
Per approfondire: Adnkronos Economia