Nel pieno di un’estate milanese fatta di uffici più vuoti, cantieri che rallentano e serate all’aperto che riportano persone e consumi nei quartieri, il tema della crescita torna al centro del dibattito economico. A ricordarlo è Elly Schlein, che intervenendo a un appuntamento dedicato al mondo manageriale ha ribadito un concetto semplice ma cruciale: tenere in ordine i conti pubblici è importante, ma non basta se il sistema produttivo non riprende a correre.
Il ragionamento si inserisce in una fase in cui imprese e lavoratori, anche a Milano e nell’hinterland, fanno i conti con costi elevati, domanda incerta e una produttività che fatica a salire. Per la leader dem, il Paese deve guardare alla realtà senza compiacimenti: le difficoltà restano, così come la necessità di affrontare i nodi strutturali che frenano la competitività. In altre parole, il risanamento non può essere l’unico obiettivo se non si traduce in investimenti, innovazione e più opportunità per chi produce.
Il riferimento al Pnrr è centrale nel suo intervento. Secondo Schlein, gli investimenti legati al piano non sono bastati a sciogliere alcuni dei problemi che pesano da tempo sul tessuto economico italiano. Un passaggio che suona familiare anche per molte realtà milanesi, dalle piccole imprese dei servizi alle aziende più grandi dell’area metropolitana, dove la richiesta più frequente è quella di trovare condizioni più favorevoli per crescere, assumere e competere sui mercati internazionali.
In una città che vive di finanza, manifattura avanzata, logistica e terziario, il tema della crescita non è astratto. Milano continua a essere uno dei motori economici del Paese, ma proprio per questo risente in modo immediato di ogni rallentamento: l’aumento dei costi energetici, le difficoltà nel reperire personale qualificato, la pressione sugli affitti e il bisogno di infrastrutture efficienti incidono sulla capacità delle imprese di programmare il futuro. E con l’estate in corso, quando molte attività lavorano a ritmo ridotto ma restano alte le attese su turismo urbano, eventi e consumo serale, il rapporto tra stabilità e sviluppo diventa ancora più evidente.
Schlein ha insistito anche su un altro punto: la sostenibilità dei conti pubblici, da sola, non è sufficiente se non accompagna una strategia di crescita. Un messaggio che parla direttamente al mondo produttivo, spesso costretto a muoversi tra prudenza finanziaria e necessità di investire. Per la politica, la sfida è quindi duplice: mantenere credibilità sui mercati e al tempo stesso creare le condizioni perché le imprese trovino spazio per innovare, esportare e aumentare il valore generato.
Per Milano e per l’economia lombarda, il nodo resta quello di trasformare la ripresa in sviluppo stabile. In questa fase dell’anno, mentre la città alterna il lavoro nei desk ancora accesi ai week-end nei dehors e nei quartieri più vivi, emerge con chiarezza che il benessere economico non dipende soltanto dall’equilibrio dei bilanci, ma dalla capacità di far crescere salario, produttività e investimenti. È il terreno su cui si gioca una parte importante della competitività del territorio nei prossimi mesi.
Per approfondire: fonte originale Adnkronos Economia, Imprese, Schlein: “Stabilità conti è importante, ma senza crescita non è sostenibile”.