Nel cuore dell’estate milanese, tra weekend all’aperto, gelati e voglia di leggerezza, c’è spazio anche per un tema che pesa sempre di più nelle scelte di consumo: la sostenibilità. In questa direzione si muove Icam, azienda italiana del cioccolato con radici nel territorio lombardo, che ha presentato il Bilancio di Sostenibilità 2025 proprio nell’anno in cui celebra gli 80 anni di attività.

Il documento, arrivato all’ottava edizione, mette in fila risultati, progetti e impatti lungo una filiera internazionale complessa come quella del cacao, oggi osservata con attenzione da imprese, distribuzione e consumatori. Per un mercato come quello milanese, attento a qualità, provenienza e trasparenza, il tema non riguarda solo le grandi industrie: tocca anche negozi specializzati, pasticcerie, insegne del food e clienti sempre più sensibili a ciò che c’è dietro un prodotto.

Secondo quanto comunicato dall’azienda, una quota molto rilevante del cacao acquistato arriva da filiere corte o integrate, mentre cresce anche la parte certificata e biologica. Numeri che raccontano una strategia costruita nel tempo e legata a più obiettivi: garantire continuità negli approvvigionamenti, rafforzare i rapporti con le cooperative agricole e valorizzare standard ambientali e sociali lungo tutta la catena produttiva.

Un punto centrale resta il riconoscimento economico ai produttori. Icam segnala infatti premi Fairtrade per oltre 3 milioni di dollari destinati alle cooperative agricole. È un indicatore che va oltre il dato contabile e rimanda a un modello di relazione con i territori di origine, in cui il valore aggiunto non si ferma alla trasformazione industriale ma prova a distribuirsi lungo la filiera.

Nel settore del cacao, dove i rischi legati ai cambiamenti climatici, alla volatilità dei prezzi e alla disponibilità di materia prima sono sempre più evidenti, il tema della sostenibilità non è più un capitolo accessorio di comunicazione. Diventa una leva di competitività. Per aziende come Icam significa investire su tracciabilità, certificazioni, pratiche agricole più resilienti e relazioni di lungo periodo con i fornitori.

Per Milano e il suo hinterland, dove convivono industria alimentare, distribuzione moderna, laboratori artigianali e una forte cultura del consumo di qualità, iniziative di questo tipo raccontano anche un pezzo di economia locale. La sfida è conciliare gusto, prezzo e responsabilità ambientale in un momento in cui i cittadini guardano con più attenzione all’impatto dei prodotti che scelgono, anche nei mesi estivi in cui il consumo di dolci e bevande a base di cacao cambia forma ma non si ferma.

La presentazione del Bilancio di Sostenibilità 2025 arriva così come una tappa simbolica: da un lato l’anniversario di un’impresa storica, dall’altro la conferma che il comparto alimentare sta spingendo sempre di più su rendicontazione, misurazione e dialogo con il mercato. È un passaggio che interessa non solo gli addetti ai lavori, ma anche un pubblico ampio, quello che in questi giorni prepara il weekend e cerca prodotti capaci di unire piacere e attenzione all’origine.

Per approfondire: Adnkronos Economia