Lo sport può diventare anche un alleato dell’economia circolare. È questo il messaggio che arriva dal riconoscimento assegnato da Conai a Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, premiato per il lavoro svolto nel rafforzare il legame tra attività sportiva e responsabilità ambientale.
La motivazione mette al centro un’idea ormai sempre più presente anche nel dibattito economico milanese: la sostenibilità non riguarda soltanto industria, trasporti e consumo quotidiano, ma anche il modo in cui vengono organizzati eventi, impianti e iniziative che coinvolgono migliaia di persone. Lo sport, per sua natura, parla a un pubblico ampio e trasversale, e proprio per questo può incidere sui comportamenti collettivi con una forza spesso superiore a quella di molte campagne istituzionali.
Il riconoscimento arriva in un momento in cui, a Milano e nell’hinterland, cresce l’attenzione verso modelli più responsabili di gestione dei rifiuti, uso delle risorse e riduzione degli sprechi. Dalla grande palestra cittadina ai campetti di quartiere, fino alle manifestazioni sportive e agli eventi del fine settimana, il tema della sostenibilità è sempre più legato anche alla capacità di organizzare servizi efficienti e processi chiari di raccolta e recupero dei materiali.
Il protocollo d’intesa tra Conai e Coni, siglato nei mesi scorsi, va in questa direzione: trasformare i principi ambientali in pratiche concrete, facendo leva su uno dei mondi più seguiti del Paese. Non si tratta solo di differenziare correttamente i rifiuti o ridurre il ricorso alla plastica monouso, ma di costruire una cultura della responsabilità che parta dagli impianti e arrivi alle abitudini di atleti, dirigenti, tifosi e famiglie.
Per una città come Milano, dove l’economia dello sport incrocia turismo, servizi, mobilità e commercio, il tema ha anche una ricaduta pratica. Gli appuntamenti sportivi attirano pubblico nei quartieri, generano flussi sui mezzi pubblici e richiedono una filiera organizzativa attenta a logistica, materiali e impatto ambientale. In autunno, con la ripresa delle attività dopo l’estate, il calendario sportivo torna a riempirsi e con esso si rafforza l’occasione per diffondere comportamenti più sostenibili.
Il premio a Buonfiglio, in questo senso, assume un valore che va oltre il singolo riconoscimento: segnala la volontà di considerare lo sport non solo come ambito agonistico, ma come piattaforma di educazione civile e ambientale. Un messaggio che parla anche al tessuto produttivo milanese, sempre più attento a integrare criteri di sostenibilità nella propria offerta di beni, servizi e iniziative pubbliche.
In un sabato di settembre, mentre molti milanesi si muovono tra mercati, musei, partite e appuntamenti del tempo libero, l’idea che anche lo sport possa contribuire a una cultura più responsabile trova una sponda concreta nella vita quotidiana. Ed è proprio qui che il valore di iniziative come questa si misura davvero: nella capacità di trasformare un premio in un modello da imitare.
Per approfondire: Adnkronos Economia