In un mercoledì di luglio segnato dal caldo e dai ritmi più lenti dell’estate, il tema della sostenibilità economica e sociale entra con forza anche nelle scelte delle imprese che lavorano ogni giorno a contatto con comunità, mense e servizi. È il caso di Cirfood, che nel suo Bilancio di sostenibilità 2025 mette al centro persone, solidarietà e attenzione all’ambiente, tre parole che oggi pesano sempre di più anche nel dibattito milanese su lavoro, consumi responsabili e qualità della vita urbana.

Il documento racconta un percorso che unisce crescita interna e impatto sul territorio. Da un lato c’è l’investimento sulle competenze: oltre 133mila ore di formazione erogate nel corso del 2025, un volume in aumento rispetto all’anno precedente e coerente con un mercato del lavoro che, anche a Milano e nell’hinterland, richiede profili preparati, aggiornati e capaci di muoversi tra tecnologia, servizio e sostenibilità.

La formazione, in questo quadro, non è solo un capitolo tecnico ma un tassello strategico. Per le aziende dell’alimentazione collettiva e dei servizi, significa migliorare la qualità dell’offerta, la sicurezza e l’organizzazione quotidiana, ma anche valorizzare il capitale umano in un periodo in cui la tenuta dei turni estivi e la gestione dei picchi di domanda restano temi molto concreti. In una città come Milano, dove ristorazione, mense aziendali e servizi per scuole, ospedali e imprese si intrecciano con la vita economica del territorio, il peso di queste scelte è evidente.

Accanto alla formazione, il bilancio mette in evidenza anche il welfare aziendale: 2,3 milioni di euro investiti per il benessere delle persone. Un segnale che va nella direzione di un modello d’impresa sempre più attento alla qualità del lavoro e alla capacità di trattenere e motivare i collaboratori. In estate, quando molti settori vivono la difficoltà di conciliare continuità operativa e benessere dei dipendenti, il tema assume un rilievo particolare.

Un altro punto centrale riguarda la solidarietà verso il territorio. Nel 2025 sono stati donati 14mila chilogrammi di alimenti a enti locali, pari a quasi 30mila pasti. Un dato che richiama da vicino il ruolo delle aziende nella costruzione di reti sociali capaci di intercettare bisogni reali, soprattutto nelle aree urbane più dense e complesse. Per Milano e per i comuni dell’hinterland, dove associazioni e realtà del terzo settore lavorano spesso in collaborazione con imprese e istituzioni, la riduzione degli sprechi e il recupero delle eccedenze restano strumenti concreti di sostenibilità.

Il messaggio che arriva dal bilancio è quello di una responsabilità estesa: non solo risultati economici, ma anche ricadute sociali e ambientali misurabili. In un momento dell’anno in cui si parla molto di turismo, spazi aperti, mobilità più leggera e consumi più consapevoli, le scelte delle aziende dei servizi alimentari diventano parte della quotidianità di chi vive la città e dei territori collegati alla metropoli.

Per il sistema Milano, l’interesse è doppio: da una parte la capacità delle imprese di investire sulle persone, dall’altra il loro ruolo nella filiera locale, dalla gestione delle risorse alla redistribuzione degli alimenti. Una traiettoria che conferma come, anche nell’economia dei servizi, sostenibilità significhi sempre più equilibrio tra efficienza, inclusione e attenzione all’ambiente.

Per approfondire: fonte Adnkronos Economia