Con l’estate che porta più spostamenti serali, turismo e corse verso stazioni, hotel e locali, a Milano torna centrale il tema del costo del carburante per chi lavora ogni giorno su strada. I tassisti segnalano da tempo una pressione crescente sui conti: benzina e gasolio restano alti, mentre le tariffe non seguono lo stesso ritmo. Il risultato, denunciano, è un margine sempre più stretto che rischia di mettere in difficoltà l’intero servizio.

Il nodo, spiegano gli operatori, non è solo l’andamento dei prezzi alla pompa, ma l’equilibrio complessivo del lavoro. In una città come Milano, dove la domanda cambia nell’arco della giornata e nei periodi di vacanza si concentra soprattutto nelle ore più calde o nelle serate di eventi, ogni corsa deve coprire costi crescenti: carburante, manutenzione, assicurazione, ricambi e tempi di attesa. Quando il prezzo del pieno sale e la tariffa resta ferma, la redditività si assottiglia fino a diventare insostenibile per molti conducenti.

La preoccupazione riguarda anche il servizio reso ai cittadini e ai visitatori. In una fase in cui la città continua ad avere bisogno di collegamenti rapidi tra centro, periferia, aeroporti e hinterland, un indebolimento del trasporto taxi potrebbe riflettersi su chi si muove per lavoro, su chi rientra tardi dopo una serata estiva e su chi ha meno alternative di mobilità. Per questo il tema non riguarda soltanto una categoria, ma più in generale l’accessibilità urbana e la tenuta di un presidio utile in molte fasce orarie.

Gli addetti del settore parlano di una situazione che si è fatta progressivamente più pesante. La sensazione diffusa è di lavorare sotto pressione, con il rischio di trasformare molte ore alla guida in un’attività poco sostenibile. Nei momenti di maggiore domanda, come le settimane di vacanza o i periodi di grandi eventi, il taxi resta un servizio fondamentale per Milano; ma proprio allora emergono con più forza i costi che erodono il guadagno finale.

Nel dibattito economico locale torna così la richiesta di un intervento che tenga conto delle specificità del settore. Le ipotesi sul tavolo, in termini generali, vanno da misure di contenimento dei rincari a forme di aggiornamento più flessibile delle tariffe, fino a eventuali sostegni mirati per chi lavora in prima linea. Senza una risposta, avvertono i rappresentanti dei tassisti, il rischio è che l’attività diventi sempre meno sostenibile e che il servizio risulti progressivamente ridotto.

Per Milano, città che vive di mobilità continua e di una forte interconnessione con l’hinterland, la questione dei carburanti si inserisce in un quadro più ampio: quello dei costi energetici e della transizione verso modelli di trasporto più efficienti. In questo passaggio, però, la priorità immediata resta evitare che un aumento dei costi fissi si traduca in meno corse disponibili e in tempi più lunghi per utenti e imprese.

Per approfondire: Adnkronos Economia