La partita del Brennero torna al centro del dibattito europeo e interessa da vicino anche Milano e la sua economia, che vive di logistica, export e collegamenti rapidi con il Nord Europa. In un giovedì d’estate come questo, con la città già proiettata verso le partenze, il tema dei tir e dei valichi alpini pesa non solo sulle aziende di trasporto, ma su tutta la filiera che muove merci, magazzini e distribuzione.

Secondo le conclusioni dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, i divieti imposti dall’Austria al traffico pesante sul Brennero sarebbero incompatibili con il diritto comunitario. Nel mirino finiscono in particolare le limitazioni al transito notturno, quelle settoriali e le restrizioni invernali, misure che da anni sono al centro di un confronto acceso tra tutela dell’ambiente, vivibilità dei territori alpini e libertà di circolazione delle merci.

Va però ricordato che il parere dell’avvocato generale non coincide con la decisione finale. La sentenza dei giudici europei arriverà in seguito e sarà quella a chiarire in modo definitivo la cornice giuridica del dossier. Intanto, il segnale è forte: per il diritto Ue, limitare il passaggio dei camion lungo una delle direttrici più importanti d’Europa non può diventare una prassi ordinaria senza una motivazione proporzionata e condivisa.

Per Milano il tema non è astratto. La città e il suo hinterland sono uno dei principali snodi logistici del Paese, con imprese che gestiscono trasporti in ingresso e in uscita ogni giorno. Quando si parla di Brennero, si parla anche di tempi di consegna, costi del carburante, pianificazione dei turni, puntualità delle forniture e, più in generale, di competitività delle aziende lombarde sui mercati internazionali.

In estate, poi, il tema acquista un rilievo ulteriore. Tra vacanze, aumento dei flussi turistici e lavori stradali spesso concentrati nella bella stagione, la circolazione lungo gli assi che collegano Milano all’Europa centrale diventa ancora più delicata. Per gli operatori economici, ogni limite aggiuntivo ai transiti può trasformarsi in ritardi a catena, con ricadute su trasporti refrigerati, merci deperibili e consegne just in time.

Dall’altra parte resta la questione ambientale, che non può essere liquidata. Le comunità alpine chiedono da tempo di ridurre l’impatto del traffico pesante, soprattutto in termini di inquinamento atmosferico, rumore e sicurezza. È un equilibrio complesso: proteggere i territori senza spezzare le connessioni commerciali che tengono unita l’economia europea.

Per le imprese lombarde, e per quelle milanesi in particolare, la vera incognita è la stabilità delle regole. Nel commercio internazionale contano più di tutto la prevedibilità e la continuità dei corridoi logistici. Se la sentenza dovesse confermare l’impostazione emersa dal parere, il messaggio sarebbe chiaro: i vincoli ai camion devono restare eccezioni ben motivate, non barriere strutturali alla circolazione.

In attesa della decisione finale, il caso Brennero resta quindi un banco di prova per due esigenze entrambe cruciali: da un lato la sostenibilità dei trasporti, dall’altro la tenuta di un sistema produttivo che, da Milano al resto della Lombardia, dipende da collegamenti efficienti con il resto d’Europa.

Per approfondire: fonte originale ADNKRONOS Economia, link