In un’estate in cui Milano si divide tra uffici semivuoti, weekend fuori porta e serate all’aperto, il tema dell’energia pulita torna al centro del dibattito economico con una parola chiave precisa: scala. È il punto su cui ha insistito Andrea Di Stefano, responsabile Affari regolatori e Market design di Enilive, invitando a superare i luoghi comuni sui biocarburanti e a ragionare su come renderli davvero disponibili e competitivi su larga scala.
Il messaggio, in sostanza, è che non basta riconoscere il potenziale di queste soluzioni: servono regole chiare, investimenti coerenti e una filiera capace di crescere. Un passaggio particolarmente rilevante in un momento in cui il trasporto, dall’automotive alla mobilità aerea, è chiamato a ridurre le emissioni senza fermare l’economia né rallentare gli spostamenti che accompagnano la stagione delle vacanze.
Per un territorio come Milano e il suo hinterland, dove convivono logistica, industria, servizi e grandi flussi di persone, il tema non è astratto. La transizione energetica pesa sulle scelte delle imprese, sui costi di esercizio, sull’innovazione dei trasporti e sulla capacità del sistema produttivo di restare competitivo. In questa cornice, i biocarburanti vengono presentati non come soluzione unica, ma come uno degli strumenti utili per ridurre l’impronta ambientale nei settori più difficili da elettrificare rapidamente.
Il ragionamento si inserisce anche nel confronto sulle tecnologie per decarbonizzare l’aviazione, un ambito particolarmente sensibile per la filiera italiana. I carburanti sostenibili per il trasporto aereo, spesso indicati con la sigla Saf, richiedono materie prime, processi industriali e un quadro normativo che permetta di passare dalla sperimentazione alla diffusione commerciale. È proprio qui che il dibattito economico si fa concreto: senza volumi adeguati, i costi restano alti; senza investimenti, i volumi non arrivano.
Per le imprese lombarde, dal manifatturiero alla mobilità, questa evoluzione apre opportunità e interrogativi. Da un lato c’è la possibilità di entrare in nuove catene del valore legate all’energia sostenibile, alla ricerca e ai servizi industriali. Dall’altro c’è la necessità di capire come orientare gli investimenti, quali standard adottare e come evitare che la transizione resti confinata a progetti pilota o a mercati di nicchia.
Il punto, come emerge dal confronto richiamato da Di Stefano, è spostare la discussione dal “se” al “come”. In una fase in cui il Paese e l’Europa cercano soluzioni per ridurre le emissioni, la domanda utile riguarda gli strumenti capaci di trasformare un potenziale tecnologico in un mercato vero. Ed è una domanda che tocca da vicino anche Milano, città dove industria, ricerca e servizi avanzati si incrociano con particolare intensità.
Per chi si prepara al fine settimana, il tema può sembrare distante dalle abitudini estive, tra partenze, treni affollati e spostamenti verso laghi e montagne. In realtà riguarda proprio il modo in cui ci muoveremo nei prossimi anni: più sostenibile, ma anche più efficiente e compatibile con le esigenze di famiglie, imprese e turismo.
Per approfondire: fonte originale Adnkronos Economia, https://www.adnkronos.com/economia/energia-di-stefano-enilive-sfatare-miti-su-biocarburanti-serve-svilupparli-su-scala_198MX7nuSRIpBQtNrIiIrN