Nel pieno del rientro di settembre, quando a Milano ripartono riunioni, presentazioni e trasferte tra uffici e università, il settore tecnologico italiano torna a muovere capitali e strategia internazionale. Bending Spoons ha annunciato un accordo definitivo per acquisire Miro, piattaforma molto conosciuta nel lavoro collaborativo online, in un’operazione interamente in denaro che valorizza la società 1,35 miliardi di dollari in termini di enterprise value.

La cifra, al netto della cassa netta di Miro, porta l’equity value a circa 1,79 miliardi di dollari. Nell’operazione è previsto anche un impegno di alcuni azionisti di Miro a reinvestire 295 milioni di dollari dei proventi in azioni di nuova emissione di Bending Spoons. Il passaggio resta comunque subordinato alle consuete condizioni di chiusura e alle autorizzazioni regolamentari.

Per il gruppo milanese guidato da una delle realtà più note del tech italiano, si tratta di un nuovo tassello di una strategia che punta a consolidare prodotti digitali già affermati a livello globale. Bending Spoons, nata e cresciuta nell’ecosistema milanese, negli ultimi anni ha costruito un profilo sempre più internazionale, con acquisizioni che hanno attirato l’attenzione degli investitori e del mercato software.

Miro, dal canto suo, è una piattaforma usata da team distribuiti, startup, aziende e professionisti per organizzare brainstorming, project management, workshop e processi creativi a distanza. In una fase in cui il lavoro ibrido continua a essere parte del quotidiano di molte imprese, strumenti di questo tipo restano centrali per coordinare gruppi di lavoro sparsi tra sedi, case e coworking, anche nell’area milanese.

Il passaggio di Miro sotto l’ombrello di Bending Spoons si inserisce quindi in una fase in cui il mercato dei software collaborativi cerca dimensioni maggiori, più utenti e maggiore efficienza operativa. Dopo gli anni della crescita accelerata della digitalizzazione, l’attenzione degli operatori si è spostata sulla capacità di rendere sostenibili i prodotti, valorizzarne la base clienti e rafforzarne il posizionamento su scala mondiale.

Per Milano, città che ospita headquarter, talenti digitali, fondi e servizi avanzati, operazioni di questo tipo hanno anche un valore simbolico. Raccontano la presenza di imprese locali capaci di competere su mercati globali e di incidere in segmenti dove innovazione, design del prodotto e capacità di integrazione fanno la differenza. È un segnale che arriva proprio mentre la città rientra nel ritmo pieno dell’autunno economico, tra fiere, startup, recruiting e pianificazione dei budget di fine anno.

Resta ora da completare il percorso autorizzativo prima della chiusura definitiva. Se l’operazione andrà in porto, Miro entrerebbe nel gruppo dei prodotti di grande notorietà già finiti nel perimetro di Bending Spoons, confermando la spinta dell’azienda a rafforzarsi attraverso acquisizioni selettive e ad alto profilo.

Per approfondire: Adnkronos Economia