Dopo settimane di cure e riabilitazione, il giovane falco soprannominato Balòss è tornato a volare libero nel cielo dell’hinterland milanese. Un recupero che riporta l’attenzione su una presenza ormai familiare per molti milanesi: i falchetti che negli ultimi anni hanno trovato casa sul Pirellone, diventando un piccolo simbolo naturale della città verticale.
La storia di Balòss comincia a metà giugno, quando il rapace era stato trovato in difficoltà a Monza con una frattura al carpo, una lesione seria per un animale che vive di volo, caccia e spostamenti rapidi. Il trasferimento in un centro specializzato ha permesso di avviare un percorso di cura e recupero, seguito passo dopo passo fino al momento del rilascio in natura.
In estate, quando Milano si svuota in parte per le vacanze ma resta viva grazie ai parchi, ai Navigli, alle serate all’aperto e al turismo urbano, episodi come questo colpiscono ancora di più. Raccontano un rapporto possibile tra città e fauna selvatica, fatto di convivenza, attenzione e interventi mirati quando un animale in difficoltà viene segnalato.
Il ritorno alla libertà del giovane falco è anche un promemoria del lavoro svolto da chi si occupa di recupero della fauna in area urbana e periurbana. In una metropoli come Milano, dove cemento e verde si alternano in spazi sempre più stretti, la tutela degli animali selvatici passa spesso da reti di cittadini, associazioni e strutture che intervengono con tempestività.
Il nome Balòss, del resto, richiama in modo ironico e affettuoso il legame con il territorio: un piccolo protagonista che parte da un tetto simbolico della città e ritrova il cielo dopo una fase delicata. Per chi segue da anni la vita dei falchi cittadini, la notizia ha anche un valore affettivo, quasi identitario, perché conferma la vitalità di una specie che sa adattarsi a contesti urbani complessi senza rinunciare alla propria natura selvatica.
Il periodo estivo, con giornate lunghe e cieli limpidi, rende ancora più suggestivo osservare questi rapaci in volo sopra i quartieri, lungo i margini del capoluogo e nelle aree verdi dell’hinterland. È un’immagine che parla di equilibrio tra città e ambiente, ma anche della possibilità di restituire alla natura ciò che le appartiene, quando un percorso di cura va a buon fine.
Per approfondire: Repubblica Milano