Giovedì 10 settembre, mentre Milano rientra lentamente nel ritmo di scuole, uffici e spostamenti d’autunno, torna un appuntamento pensato per le famiglie e per i più piccoli: “L’Isolachenonc’è”, il festival dedicato al teatro e all’amore per la lettura.

La rassegna, ideata dalla Fondazione Feltrinelli, prende il via in questi giorni con un programma costruito per avvicinare bambini e bambine ai libri attraverso il gioco, la voce e la scena. Un modo per trasformare la lettura in esperienza condivisa, in un periodo dell’anno in cui la città riprende a pieno regime e si cerca, anche nei weekend, uno spazio per attività culturali accessibili e coinvolgenti.

Il cuore del festival è chiaro: rendere il libro un punto di partenza per storie da ascoltare, interpretare e reinventare. Non semplici presentazioni, quindi, ma letture animate, incontri e momenti teatrali che coinvolgono il pubblico più giovane e chi lo accompagna. In totale sono previsti venti appuntamenti, affidati ad altrettanti editori, ciascuno chiamato a partire dai propri titoli per costruire narrazioni dal vivo.

Per Milano, che in questo periodo dell’anno vede famiglie e scuole riorganizzare il calendario tra rientro e nuove abitudini, l’iniziativa si inserisce in una stagione particolarmente favorevole alla cultura per l’infanzia. L’autunno, infatti, è spesso il momento in cui si riparte con corsi, laboratori, visite e attività pensate per tenere insieme educazione e tempo libero. E il festival va proprio in questa direzione: offrire un’occasione semplice, ma di qualità, per avvicinare i bambini alla lettura senza trasformarla in un obbligo.

Il taglio della rassegna parla anche agli adulti. Genitori, nonni, insegnanti ed educatori possono trovare in “L’Isolachenonc’è” uno spunto utile per ripensare il rapporto con i libri in età scolare e prescolare. Il teatro, in questo contesto, diventa un alleato: aiuta a dare corpo alle parole, rende i personaggi più vicini e facilita quell’attenzione che spesso, davanti a una pagina, può sembrare difficile da conquistare.

La scelta di puntare su editori diversi amplia ulteriormente il respiro dell’iniziativa. Ogni appuntamento, infatti, può introdurre i piccoli lettori a cataloghi e linguaggi differenti, favorendo la curiosità e il desiderio di continuare a leggere anche dopo il festival. È un passaggio importante in una città come Milano, dove l’offerta culturale è ampia ma non sempre semplice da orientare per chi cerca attività davvero adatte ai bambini.

Il nome della rassegna, che richiama un immaginario fantastico e accogliente, sintetizza bene lo spirito dell’iniziativa: un luogo simbolico in cui ci si può perdere tra storie, personaggi e invenzioni. E proprio in una fase come questa, tra il ritorno alla routine e il bisogno di costruire nuove abitudini familiari, il festival offre una piccola isola culturale dentro la città.

Per approfondire: Repubblica Milano, notizia originale all’indirizzo milano.repubblica.it.