Il recupero del Naviglio continua dopo il maxi sversamento che ha imbrattato il corso d’acqua con idrocarburi e rifiuti trascinati a valle. In questi giorni di rientro settembrino, con Milano che torna a riempirsi tra scuole, uffici e spostamenti quotidiani, l’intervento richiama anche l’attenzione di chi vive e attraversa la città lungo i canali e le loro sponde.
Le operazioni sono entrate nella fase più delicata: da un lato c’è il lavoro di separazione dell’acqua dagli inquinanti, dall’altro prosegue la rimozione del materiale accumulato e contaminato. Secondo quanto emerso dalle attività in corso, sono già state aspirate circa 500 tonnellate di rifiuti, un dato che restituisce la dimensione dell’impatto dell’episodio e della complessità della bonifica.
Il tratto interessato ha richiesto un intervento prolungato, con mezzi e operatori impegnati a recuperare non solo la parte visibile dello sversamento, ma anche ciò che si è depositato nel tempo lungo le acque e nelle zone più esposte. In una città come Milano, dove i Navigli sono insieme paesaggio urbano, corridoio ecologico e luogo di passaggio, ogni episodio di questo tipo finisce per avere effetti immediati anche sulla percezione di sicurezza e decoro.
La priorità, in questa fase, resta limitare la diffusione degli inquinanti e ripristinare il più possibile le condizioni ordinarie del canale. Non si tratta soltanto di una questione ambientale: la presenza di gasolio e altri residui rende necessarie verifiche continue, perché l’acqua deve essere separata con attenzione dagli idrocarburi prima di poter considerare conclusa la pulizia.
Accanto alla bonifica, proseguono le indagini per ricostruire l’origine del gesto doloso e individuare i responsabili. La pista seguita dagli investigatori punta a chiarire tempi, modalità e responsabilità dell’azione che ha provocato lo sversamento. In questi casi, oltre all’emergenza ambientale, si apre infatti un capitolo giudiziario che può richiedere tempo e passaggi tecnici complessi.
Per i residenti e per chi frequenta la zona, il ritorno alla normalità dipenderà dall’esito delle operazioni in corso e dalle successive valutazioni sulla qualità dell’acqua e sullo stato delle sponde. Settembre, con il ripristino delle routine dopo l’estate, è anche il mese in cui si avverte di più la necessità di spazi urbani puliti e percorribili, soprattutto nei quartieri toccati dai flussi di studenti, lavoratori e visitatori.
Il Naviglio resta così al centro di un lavoro di risanamento che intreccia tutela ambientale, sicurezza e cura del territorio. La rimozione dei rifiuti è il primo passo visibile, ma la fase decisiva sarà quella della verifica finale, per capire quanto tempo servirà ancora prima di riportare l’area a condizioni pienamente ordinarie.
Per approfondire: Repubblica Milano