Un pomeriggio d’estate che doveva essere di relax si è trasformato in tragedia al Parco delle Cave, uno dei polmoni verdi più frequentati del quadrante ovest di Milano. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 luglio, una donna di 48 anni è morta dopo essersi tuffata nel laghetto artificiale e non essere più riemersa.
La scena si è consumata sotto gli occhi di alcune persone presenti nell’area verde, che hanno subito capito che qualcosa non andava. Quando la donna ha iniziato a mostrare segni di difficoltà in acqua, sono partite le chiamate di emergenza dalle colonnine di soccorso installate nel parco. In pochi istanti il tentativo di aiuto si è trasformato in una corsa contro il tempo.
In giornate come queste, con il caldo che spinge molti milanesi a cercare refrigerio tra parchi, fontane e spazi all’aperto, il tema della sicurezza nei luoghi di balneazione improvvisata torna drammaticamente attuale. Il Parco delle Cave è un’area molto amata da famiglie, sportivi e chi cerca un po’ di verde senza uscire dalla città, ma i laghetti non sono spiagge attrezzate e richiedono sempre prudenza.
Proprio nei mesi estivi, quando le temperature alte rendono più frequenti i tuffi spontanei e le soste in riva all’acqua, basta poco perché una distrazione o un malore trasformino un momento di svago in un’emergenza. Chi frequenta i parchi milanesi sa quanto siano preziosi, ma anche quanto sia importante rispettarne i limiti: non tutti gli specchi d’acqua sono adatti alla balneazione e non sempre la profondità o il fondale sono facilmente valutabili da chi vi entra.
L’episodio riaccende anche l’attenzione sull’importanza dei presidi presenti nelle aree verdi e sulla rapidità con cui devono essere utilizzati in caso di bisogno. Le colonnine di soccorso, in questo caso, hanno consentito ai testimoni di allertare subito i soccorsi, ma non è stato possibile evitare l’esito più grave.
Per Milano, che in piena estate alterna serate all’aperto, passeggiate nei quartieri e fughe nei parchi cittadini, questa vicenda è un richiamo alla cautela. La voglia di rinfrescarsi è comprensibile, soprattutto in una settimana calda come questa, ma vicino all’acqua servono attenzione, prudenza e consapevolezza dei rischi. Anche in uno spazio verde urbano, un gesto apparentemente innocuo può avere conseguenze irreparabili.
Per approfondire: Repubblica Milano