In una Milano di metà luglio, tra uffici che si svuotano per le vacanze e serate all’aperto che attirano sempre più persone, anche la politica regionale continua a muoversi su un terreno tutt’altro che tranquillo. In Regione Lombardia si è riaccesa la frizione tra Fratelli d’Italia e l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, con i consiglieri del partito della premier che hanno deciso di lasciare l’aula nel momento in cui si discutevano alcune delibere presentate dall’assessorato.

Il gesto, secondo quanto emerge dal clima politico raccontato dalle agenzie e dai resoconti di giornata, è l’ennesimo segnale di una distanza che non si è mai davvero chiusa. Il nodo resta quello della sanità lombarda, e in particolare dei manager e della gestione dei pronto soccorso, da mesi al centro di critiche e tensioni interne alla maggioranza.

Non si tratta soltanto di un attrito personale o di un incidente di percorso. In Lombardia il tema della sanità resta uno dei dossier più sensibili, soprattutto in un periodo come questo, quando il sistema ospedaliero continua a reggere l’urto dell’estate tra turni scoperti, accessi nei pronto soccorso e richieste di assistenza che cambiano con il caldo e con l’aumento degli spostamenti verso mare, montagna e località di villeggiatura.

Per Milano e hinterland, il peso delle decisioni regionali si misura ogni giorno in modo molto concreto: tempi di attesa, organizzazione dei servizi territoriali, continuità assistenziale e rapporto tra ospedali e medicina di base. È su questi equilibri che si innesta lo scontro politico, con Fratelli d’Italia che rivendica una linea più dura sulla governance sanitaria e Bertolaso che difende il lavoro portato avanti dall’assessorato.

La scelta di abbandonare l’aula durante la discussione delle delibere non è soltanto un gesto simbolico. In politica regionale è un modo per segnare una distanza netta, richiamare l’attenzione sugli equilibri della maggioranza e mandare un messaggio a chi governa la macchina amministrativa. E quando il tema tocca la sanità, il messaggio pesa ancora di più, perché coinvolge un settore che i cittadini percepiscono come essenziale e immediato.

La polemica si inserisce così in un quadro più ampio, in cui la Lombardia continua a fare i conti con la necessità di rafforzare i servizi sul territorio, alleggerire la pressione sugli ospedali e rendere più omogenea la risposta ai bisogni dei cittadini. In estate, poi, queste criticità diventano più visibili: la città cambia ritmo, ma i presìdi sanitari restano sotto osservazione, soprattutto per chi non parte e continua a vivere Milano tra afa, traffico ridotto e nuovi ritmi quotidiani.

Il confronto tra Fratelli d’Italia e Bertolaso non sembra destinato a chiudersi rapidamente. Al contrario, la giornata di oggi conferma che il dossier sanità resta uno dei punti più delicati del rapporto tra politica e amministrazione regionale. E mentre Milano si prepara a un’altra serata calda di luglio, nei palazzi della Regione il clima appare tutt’altro che disteso.

Per approfondire: Repubblica Milano