All’Ortomercato si riaccende il confronto tra grossisti e gestione del mercato, in un momento dell’anno in cui la macchina degli approvvigionamenti non può permettersi rallentamenti. Con Milano che vive pienamente l’estate, tra città che si svuota in parte per le ferie e domanda che resta alta soprattutto per ristorazione, negozi di prossimità e consumi quotidiani, il tema della logistica torna centrale per uno dei poli più importanti della distribuzione alimentare cittadina.
La protesta dei grossisti nasce da una richiesta semplice: essere ascoltati e avere risposte chiare sui passaggi che interesseranno la struttura nelle prossime fasi di riorganizzazione. In particolare, il nodo riguarda il collegamento tra i due padiglioni dell’ortofrutta, considerato decisivo per garantire continuità operativa e tutelare la merce durante le movimentazioni interne.
Per chi lavora all’Ortomercato, ogni intervento su percorsi, accessi e spazi non è un dettaglio tecnico ma un aspetto che incide sulla qualità del lavoro quotidiano. D’estate, poi, il problema si amplifica: il caldo mette sotto pressione la conservazione dei prodotti freschi e qualsiasi incertezza sui tempi di trasferimento o sugli spazi di stoccaggio può tradursi in disagi concreti. È per questo che gli operatori chiedono indicazioni precise su tempi, modalità e impatto delle scelte in corso.
Accanto alla questione logistica, resta aperto anche il capitolo dei canoni di affitto. I grossisti contestano costi ritenuti difficili da sostenere in una fase in cui il settore affronta margini sottili, prezzi volatili e una pressione costante sulla competitività. In un mercato all’ingrosso, dove la rapidità dei flussi è essenziale, il costo degli spazi pesa non solo sui bilanci delle singole aziende ma sull’intero equilibrio del servizio offerto alla città.
Il punto, spiegano gli operatori, non è soltanto economico. È anche organizzativo e strategico: l’Ortomercato rappresenta un’infrastruttura cruciale per Milano e per l’hinterland, perché alimenta una rete ampia che va dai negozi ai ristoranti, fino alle attività che durante l’estate continuano a lavorare con ritmi diversi ma senza interruzioni. In questo senso, ogni decisione sulla riorganizzazione interna viene letta come un passaggio delicato, capace di incidere sulla tenuta complessiva del sistema.
La richiesta che arriva dai grossisti è dunque quella di aprire un confronto diretto, prima che le criticità si traducano in problemi operativi più ampi. Il messaggio è chiaro: servono risposte su come saranno gestiti i collegamenti tra padiglioni, su quali garanzie verranno offerte per la conservazione delle merci e su come si intenda affrontare il tema degli affitti in una fase di trasformazione. Per chi lavora al mercato, infatti, la priorità resta una sola: non compromettere la funzionalità di un ingranaggio che, ogni giorno, tiene in movimento una parte essenziale della città.
In un lunedì d’agosto, mentre molti milanesi fanno i conti con il rientro al lavoro o con una città più tranquilla del solito, l’Ortomercato ricorda quanto il dietro le quinte della vita urbana sia fatto di spazi, tempi e organizzazione. E quando questi equilibri si inceppano, le conseguenze si fanno sentire ben oltre i cancelli del mercato.
Per approfondire: Repubblica Milano