Un incendio boschivo continua a interessare il monte Moregallo, sul ramo lecchese del Lario, e da due giorni tiene in allerta soccorritori e residenti. La colonna di fumo è visibile da diversi punti del lago e richiama l’attenzione anche di chi, in piena estate, in questi giorni si muove tra gite fuori porta, passeggiate serali e rientri dal weekend lungo verso Milano.
Secondo quanto riportato dalla cronaca locale, il rogo sarebbe partito da un falò sfuggito al controllo e si sarebbe rapidamente esteso alla vegetazione del versante. In condizioni come quelle di agosto, con caldo, aria secca e pendii impervi, basta poco perché un fuoco acceso per imprudenza diventi un’emergenza difficile da contenere.
Per le operazioni di spegnimento sono intervenuti mezzi aerei, con i Canadair impegnati a più riprese per tentare di arginare le fiamme nelle aree meno accessibili. Il lavoro da terra resta complicato dalla conformazione del terreno, che in montagna può trasformare un incendio in una sequenza di fronti sempre nuovi da monitorare.
Il caso ha avuto anche conseguenze immediate sulla vita del lago: la navigazione è stata vietata, una misura presa per motivi di sicurezza e per consentire il coordinamento degli interventi. In una giornata d’estate questo significa ripensare percorsi, escursioni e spostamenti, soprattutto per chi aveva programmato un’uscita sul Lario o una traversata tra le località più frequentate dai turisti milanesi.
Il Moregallo è un’area conosciuta dagli escursionisti per i suoi sentieri e per i panorami sul lago, ma è anche un territorio fragile, dove la vegetazione può soffrire molto dopo un incendio. I danni ambientali, oltre a quelli paesaggistici, possono lasciare strascichi per settimane o mesi, con effetti sulla fauna, sul suolo e sulla stabilità di alcuni versanti.
In questa fase dell’estate, quando molti milanesi scelgono il lago per sfuggire all’afa cittadina, il rogo richiama un tema ricorrente: la necessità di prudenza negli spazi naturali. Un piccolo gesto, come accendere un fuoco in modo improprio o abbandonare una brace ancora calda, può avere conseguenze pesanti in un periodo in cui boschi e prati sono più esposti.
Le zone montane attorno a Lecco sono spesso mete di escursioni brevi, adatte anche a chi parte da Milano al mattino e rientra in serata. Proprio per questo eventi come questo incidono non solo sull’ambiente, ma anche sulla mobilità turistica locale e sulla percezione di sicurezza di chi frequenta il lago nelle settimane più calde dell’anno.
Il fronte dell’incendio resta quindi sotto osservazione, mentre proseguono le verifiche sulle aree coinvolte e sulle condizioni del versante. In una stagione che per la Lombardia è sinonimo di attività all’aperto, il Moregallo diventa in queste ore il simbolo di quanto la gestione del territorio e il rispetto delle regole siano decisivi anche nei momenti di svago.
Per approfondire: Repubblica Milano