Giovedì 2 luglio, mentre Milano entra nel pieno dell’estate tra serate all’aperto, partenze e uffici che si svuotano a scaglioni, la cronaca giudiziaria continua a occupare spazio in città. Nel filone dell’inchiesta legata al mondo delle escort, il calciatore Alessandro Bastoni ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti agli inquirenti, rinunciando quindi all’interrogatorio in procura.

La decisione non chiude il quadro investigativo, ma conferma una linea difensiva già vista in procedimenti di questo tipo, nei quali gli indagati preferiscono non contribuire in prima battuta agli accertamenti. L’attenzione resta concentrata sui passaggi istruttori e sui riscontri raccolti dagli investigatori, che stanno ricostruendo contatti, spostamenti e relazioni emerse nel corso delle verifiche.

Nello stesso filone sono stati sentiti anche altri due calciatori, Maldini junior e Bonifazi, chiamati a chiarire la propria posizione. Le audizioni rappresentano un passaggio ordinario nelle indagini, soprattutto quando la procura cerca di distinguere i diversi ruoli dei soggetti coinvolti e di verificare eventuali responsabilità individuali. Al momento, il lavoro degli inquirenti prosegue senza clamori, ma con un’attenzione mediatica inevitabile vista la notorietà dei nomi coinvolti.

Per Milano, una città abituata a leggere le vicende giudiziarie anche attraverso il filtro dello sport e della vita mondana, il caso riporta al centro il tema della prostituzione minorile e delle condotte che possono intrecciarsi con ambienti frequentati da personaggi pubblici. È un fronte delicato, che richiama non solo il profilo penale, ma anche quello sociale: il confine tra frequentazioni private, consumo di servizi e possibili reati è ciò che la magistratura è chiamata a delimitare con precisione.

In una fase dell’anno in cui la città vive all’esterno più che nei palazzi, tra aperitivi, concerti e locali affollati fino a tardi, l’eco dell’inchiesta ricorda come dietro la superficie luccicante della mondanità possano aprirsi dossier complessi. A maggior ragione in un contesto come quello milanese, dove immagine pubblica, successo sportivo e attenzione dei media spesso si intrecciano in modo serrato.

Resta ora da capire quali saranno i prossimi sviluppi dell’indagine e se gli accertamenti porteranno nuovi elementi utili alla procura. Nel frattempo, la scelta di Bastoni di non rispondere e le audizioni degli altri calciatori segnano una tappa importante di un procedimento che continua a far discutere anche fuori dalle aule giudiziarie.

Per approfondire: Repubblica Milano