Si allarga l’indagine sull’incendio che ha coinvolto la Bartolini a Milano, con l’ipotesi di un’origine dolosa che ha portato in campo anche gli specialisti dell’Antiterrorismo. Gli accertamenti puntano a ricostruire con precisione come si siano sviluppate le fiamme e se dietro al rogo ci sia stata una manovra intenzionale.

Tra gli elementi al centro dell’inchiesta c’è la possibilità che l’innesco sia partito da una batteria al litio contenuta in un pacco, capace di alimentare rapidamente il fuoco e rendere più complessa la fase iniziale di contenimento. Una dinamica che, se confermata, aiuterebbe a spiegare la velocità con cui l’incendio si sarebbe propagato.

Gli investigatori stanno cercando anche eventuali tracce di accelerante. Un dettaglio che, in casi simili, può diventare decisivo per distinguere tra un guasto accidentale e un gesto volontario. Per questo gli accertamenti tecnici proseguono con attenzione, senza escludere al momento nessuna pista, ma orientandosi con sempre maggiore interesse verso quella del dolo.

Il lavoro degli specialisti non si ferma all’analisi del punto d’innesco. Serve infatti ricostruire la catena degli eventi, verificare il percorso del pacco e capire se ci siano elementi utili a individuare responsabilità o movimenti sospetti nelle ore precedenti al rogo. In una città come Milano, dove la logistica è parte essenziale della vita economica quotidiana, episodi del genere riaccendono l’attenzione sulla sicurezza dei flussi di merci e sulla gestione dei materiali potenzialmente pericolosi.

Il contesto estivo rende tutto ancora più delicato. In questi giorni di caldo intenso, con attività che spesso proseguono fino a sera e con un traffico di consegne che non si arresta, la prevenzione nei magazzini e nei centri operativi diventa un tema concreto anche per chi vive e lavora tra città e hinterland. Le strutture di distribuzione, soprattutto nelle aree più dinamiche dell’area metropolitana, sono sempre più esposte a rischi che richiedono controlli, procedure e sistemi di allarme efficienti.

La presenza dell’Antiterrorismo segnala la volontà di esaminare il caso con il massimo livello di approfondimento, soprattutto per capire se l’episodio possa avere un significato più ampio rispetto al singolo incendio. In questa fase, però, la priorità resta quella di consolidare gli elementi oggettivi: rilievi, testimonianze, immagini e ogni dettaglio utile a ricostruire tempi e modalità del rogo.

Per i residenti e per chi lavora nell’area interessata, l’episodio è un promemoria della fragilità di certi snodi urbani, spesso invisibili fino a quando non accade un evento critico. E mentre Milano si prepara a un fine settimana di mobilità estiva, uscite serali e città più vuota in alcune fasce orarie, l’attenzione resta alta su un’inchiesta che potrebbe chiarire se si sia trattato di un incidente o di un’azione dolosa.

Per approfondire: Repubblica Milano