In un’estate milanese fatta di serate all’aperto, piazze che si riempiono dopo il tramonto e passeggiate tra centro e quartieri in cerca di ombra, c’è anche chi sceglie il suolo come tela. È il caso di Giulia e Alice Monzani, gemelle bergamasche di 27 anni, protagoniste di una disciplina che a Milano si incontra nelle feste di quartiere, nelle manifestazioni popolari e negli appuntamenti culturali che portano l’arte fuori dagli spazi tradizionali: quella dei madonnari.

Le due sorelle hanno ottenuto un risultato di rilievo al raduno di Curtatone, uno degli appuntamenti più noti per chi pratica questa forma d’arte effimera, realizzando opere su strada apprezzate dalla giuria. Una passione coltivata fin da bambine, raccontano, grazie alla madre Mary, che ha trasmesso loro il gusto per il disegno e la pazienza necessaria a lavorare chinati sull’asfalto per ore, con i gessetti tra le dita e il sole sopra la testa.

La loro storia parla anche a Milano, dove l’arte di strada ha da tempo trovato pubblico e spazi diversi: dai cortili delle iniziative estive alle aree pedonali che nei mesi più caldi diventano luoghi di incontro, fino alle occasioni in cui il centro e la periferia si riempiono di creatività accessibile, immediata, senza biglietto. I madonnari appartengono proprio a questa dimensione: portano immagini, fede, tecnica e memoria là dove passano residenti, turisti e famiglie.

Il fascino di questa pratica sta nella sua natura temporanea. Un’opera nata per durare poche ore o pochi giorni non viene meno per questo, anzi: proprio la sua fragilità la rende riconoscibile. È un’arte che accetta il tempo, il calpestio, la pioggia e il cambiamento, e che per questo dialoga bene con l’estate, stagione in cui Milano vive in modo più aperto e condiviso, tra eventi serali, iniziative nei quartieri e il lento rientro di chi resta in città mentre altri sono in vacanza.

Per Giulia e Alice Monzani la sfida è anche tecnica. Il lavoro su strada richiede precisione, resistenza e capacità di adattarsi a superfici non sempre perfette. Ogni segno deve essere calibrato in fretta, perché il disegno nasce nel presente e al presente è destinato. È una forma di creatività che chiede disciplina e, insieme, leggerezza: due qualità che le gemelle sembrano avere costruito nel tempo, una accanto all’altra.

Nel racconto delle due sorelle c’è poi un elemento familiare forte. La passione non è arrivata per caso, ma è stata coltivata in casa, trasformandosi in un linguaggio condiviso. Anche questo aspetto aiuta a spiegare il loro successo: la continuità tra generazioni, l’idea che un mestiere artistico possa diventare una pratica quotidiana, da portare con sé in ogni raduno, in ogni piazza, in ogni nuova superficie da interpretare.

Per chi a Milano in questi giorni frequenta mercati, feste di strada o percorsi culturali estivi, i madonnari rappresentano un promemoria semplice e potente: non tutta l’arte deve stare in museo per avere valore. A volte basta un tratto di gesso, un marciapiede e uno sguardo curioso per trasformare uno spazio comune in qualcosa che resta nella memoria anche quando il disegno scompare.

Per approfondire: fonte esterna Repubblica Milano, link originale.