Si è svolto questa mattina, nella chiesa della parrocchia della Madonna della Medaglia Miracolosa, vicino a viale Lucania, l’ultimo saluto a Francesco Imprezzabile, l’agente morto durante un inseguimento in moto. In una Milano già attraversata dal ritmo dell’estate, tra chi parte e chi resta in città per lavoro o per necessità, la cerimonia ha richiamato una partecipazione intensa e composta, trasformando il quartiere in un luogo di silenzio e raccoglimento.
Le esequie hanno visto la presenza di rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco Giuseppe Sala e il governatore lombardo Attilio Fontana. Attorno alla bara, il dolore dei familiari, dei colleghi e di chi ha voluto stringersi alla comunità dell’agente, in una giornata segnata da un forte senso di vicinanza. In momenti come questi, la cronaca cittadina si intreccia con la dimensione più umana della città: quella fatta di quartieri, volti conosciuti e di un servizio vissuto ogni giorno in strada.
Nel corso dell’omelia, il parroco ha ricordato il gesto compiuto da Imprezzabile definendolo «eroico». Un’espressione che ha sintetizzato il clima della cerimonia e il riconoscimento per il lavoro di chi, in uniforme, affronta situazioni spesso imprevedibili e rischiose. Il richiamo al coraggio e al senso del dovere ha accompagnato l’intera funzione, che si è svolta in un’atmosfera di grande commozione.
Per la zona di viale Lucania e per l’intera città, il funerale ha rappresentato anche un momento di partecipazione civile. In una fase dell’anno in cui Milano vive le serate all’aperto, i dehors, i parchi pieni e una mobilità più fluida per l’avvio delle vacanze, il lutto ha riportato l’attenzione su un altro volto della metropoli: quello delle divise, del presidio del territorio e delle conseguenze che possono derivare da un singolo intervento operativo.
La presenza di cittadini e agenti in servizio ha dato forza a una cerimonia che, pur nel dolore, ha restituito l’immagine di una comunità che non resta indifferente davanti a una perdita così grave. Il quartiere ha così vissuto ore di forte partecipazione, con un via vai discreto e rispettoso attorno alla chiesa, mentre all’interno si celebrava il rito funebre.
In giornate come questa, la cronaca di Milano si fa inevitabilmente anche memoria collettiva: il lutto di una famiglia, il cordoglio di una città e il riconoscimento verso chi ogni giorno indossa una divisa per garantire sicurezza agli altri. Un messaggio che, nel cuore dell’estate milanese, assume un significato ancora più netto.
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