Una giornata di lavoro si è trasformata in tragedia lungo la statale 36, l’arteria che collega l’area milanese al Lario e al confine svizzero. Nella galleria Monte Piazzo, nel territorio comasco, un operaio di 27 anni ha perso la vita in un incidente avvenuto in un cantiere Anas. L’uomo lavorava per un’impresa subappaltatrice impegnata nelle attività lungo l’infrastruttura.

La notizia colpisce anche Milano e il suo hinterland, perché la Statale 36 è una delle direttrici più percorse da chi si muove per lavoro, per turismo o per raggiungere le seconde case e le località di montagna nei mesi estivi. In piena stagione di partenze, cantieri e traffico intenso, episodi come questo riportano l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto quando le attività si svolgono in spazi complessi come gallerie e tratti stradali ad alta percorrenza.

Un cantiere lungo una delle strade più strategiche per il Nord lombardo

La galleria Monte Piazzo si trova lungo un asse viario fondamentale per i collegamenti tra Milano, la Brianza, il Lecchese e l’area alpina. In questi mesi estivi, quando molti si spostano nelle ore serali per sfuggire al caldo o per raggiungere le mete di villeggiatura, la presenza di cantieri lungo la rete principale impone spesso rallentamenti e deviazioni. Ma dietro ai disagi per gli automobilisti c’è il lavoro quotidiano di tecnici e operai impegnati in interventi delicati, spesso in condizioni di particolare rischio.

Le attività in galleria richiedono procedure rigorose, coordinamento costante e attenzione ai protocolli di sicurezza. Lavorare in ambienti chiusi, con mezzi in movimento, visibilità ridotta e tempistiche serrate, aumenta la complessità delle operazioni. Per questo, ogni incidente sul lavoro riapre il tema della prevenzione, della formazione e della vigilanza nei cantieri, soprattutto quando sono affidati a più soggetti attraverso appalti e subappalti.

Il tema della sicurezza resta centrale anche in estate

Per chi vive nell’area metropolitana milanese, l’estate non è solo tempo di vacanze: è anche la stagione dei cantieri stradali, dei lavori programmati nelle ore meno calde, dei turni serali e notturni per limitare l’impatto sulla circolazione. In questo contesto, la sicurezza sul lavoro diventa un tema ancora più sensibile, perché alla fatica del caldo si sommano i pericoli legati alle infrastrutture e ai ritmi operativi.

Incidenti come quello di Monte Piazzo richiamano l’attenzione su un problema che tocca da vicino tutto il territorio lombardo, Milano compresa: garantire che le opere di manutenzione e ammodernamento non si traducano mai in un costo umano insostenibile. La vicinanza geografica e funzionale tra il capoluogo e le grandi direttrici verso Como e il Nord rende questa vicenda particolarmente sentita anche da molti pendolari e lavoratori dell’area metropolitana.

In attesa degli accertamenti sulle cause dell’accaduto, resta il dolore per la morte di un giovane operaio impegnato in un lavoro essenziale per la rete viaria. Una tragedia che si inserisce nel quadro più ampio delle morti sul lavoro e che, ancora una volta, invita a non abbassare la guardia su controlli, manutenzione e tutela di chi opera nei cantieri pubblici e privati.

Per approfondire: Repubblica Milano