Nel caso Ramy, la difesa di Fares torna a puntare sulla ricostruzione della dinamica dell’episodio contestato, affidandosi a una nuova consulenza tecnica che insiste su un punto centrale: non si sarebbe trattato di un semplice urto accidentale, ma di uno speronamento.
Il documento, preparato da una ong francese specializzata nell’analisi dei video e nella realizzazione di modelli tridimensionali, aggiunge un tassello al lavoro degli inquirenti e degli avvocati in una vicenda che continua a interrogare Milano e il suo hinterland. In casi come questo, la ricostruzione dei movimenti, delle distanze e dei tempi di reazione può diventare decisiva per capire cosa sia accaduto davvero in pochi istanti.
La nuova consulenza arriva a ridosso dell’udienza preliminare fissata per giovedì prossimo davanti alla gup Landoni, un passaggio processuale atteso anche per il peso umano e simbolico della vicenda. Nella città che nel fine settimana alterna mercati di quartiere, spostamenti verso il centro e rientri da scuola o dal lavoro, fatti di cronaca come questo richiamano l’attenzione sul tema della sicurezza stradale e sulla fragilità di certe situazioni che si consumano in pochi secondi.
Secondo l’impostazione della difesa, l’analisi dei frame e la ricostruzione digitale offrirebbero una lettura diversa rispetto a quella emersa nelle fasi precedenti dell’indagine. Proprio per questo la consulenza mira a sostenere una tesi precisa davanti al giudice, in un procedimento che si annuncia complesso e destinato a ruotare molto attorno alla prova tecnica, oltre che alle testimonianze raccolte.
Per Milano, il caso si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso la mobilità urbana e i comportamenti alla guida, temi che in autunno tornano spesso al centro del dibattito pubblico. Con la ripresa piena delle attività, l’aumento dei tragitti quotidiani e la maggiore presenza di mezzi in circolazione, la cronaca cittadina finisce spesso per intrecciarsi con il tema della convivenza sulle strade.
In attesa dell’udienza, resta aperto il fronte della lettura tecnica dei fatti. La nuova consulenza della difesa non chiude il caso, ma prova a spostare il baricentro dell’attenzione su una dinamica precisa, nella speranza che l’analisi dei materiali video e digitali possa sostenere una diversa interpretazione dell’accaduto.
Per approfondire: fonte originaria Repubblica Milano.