Milano saluta Mity Simonetto, figura discreta ma centrale nel mondo della comunicazione televisiva e dell’immagine pubblica. La consulente che per vent’anni ha affiancato Silvio Berlusconi nella costruzione della sua presenza in pubblico e in tv è scomparsa, lasciando un segno in una stagione in cui l’apparire contava quasi quanto il parlare.
In una città come Milano, dove televisione, editoria, moda e pubblicità si sono spesso intrecciate, il nome di Simonetto richiama un pezzo di storia professionale fatta di competenza, misura e attenzione ai dettagli. Il suo lavoro si è svolto soprattutto dietro le quinte, in un contesto in cui l’immagine di un leader o di un volto noto diventava parte integrante del messaggio.
Secondo quanto ricordato dalla ricostruzione apparsa su Repubblica Milano, Simonetto era entrata in Mediaset nel 1982, in una fase di forte espansione dell’azienda e della sua capacità di influenzare il linguaggio televisivo italiano. Da lì avrebbe costruito un ruolo che l’ha portata a seguire da vicino le apparizioni pubbliche del Cavaliere, curandone la presenza scenica in un arco di anni lunghissimo.
Il suo profilo racconta anche un certo modo di intendere la consulenza d’immagine: non solo abiti, tagli, colori o inquadrature, ma soprattutto coerenza tra persona, ruolo e messaggio. Un mestiere che nella Milano della televisione commerciale e della comunicazione d’impresa ha trovato terreno fertile, accanto a professionalità spesso poco visibili ma decisive nel definire la percezione pubblica dei protagonisti.
La notizia della scomparsa arriva in un martedì di piena estate, mentre la città vive il ritmo più lento di luglio tra uffici svuotati, partenze per le vacanze e serate all’aperto nei quartieri e nei locali dell’hinterland. In questo clima, la memoria di chi ha lavorato per anni nel cuore dell’industria dell’immagine riporta l’attenzione su una Milano che non è solo cronaca quotidiana, ma anche storia dei suoi mestieri e delle sue trasformazioni culturali.
Simonetto apparteneva a quella generazione di professionisti che hanno accompagnato l’ascesa della comunicazione televisiva moderna, quando la costruzione dell’identità pubblica diventava un elemento strategico. Il suo nome resta legato a un periodo in cui la presenza in video era studiata con cura quasi artigianale, con un’attenzione particolare alla riconoscibilità e all’equilibrio visivo.
Per Milano, la sua figura rappresenta anche il volto meno esposto di un sistema produttivo che ha avuto nella città uno dei suoi centri più importanti. Tra studi televisivi, uffici, set e riunioni riservate, si muovevano competenze fondamentali per rendere credibile e immediata la comunicazione di personaggi e aziende. È in questo spazio, spesso invisibile al grande pubblico, che Simonetto ha lasciato la sua impronta.
Per approfondire: https://milano.repubblica.it/cronaca/2026/07/07/news/mity_simonetto_morta_storica_consulente_immagine_silvio_berlusconi-425456475/?rss