Milano perde una delle sue voci più appassionate quando si parla di mobilità, storia urbana e trasporto pubblico. La scomparsa di Gabriele dell’Oglio lascia un vuoto nel mondo degli studiosi, degli appassionati e di tutti coloro che, negli anni, hanno trovato nei suoi racconti un modo diverso di guardare la città: non solo come un sistema di strade, binari e fermate, ma come un organismo vivo, fatto di persone, abitudini e trasformazioni continue.

In una giornata d’estate come questa, in cui il sabato milanese si divide tra partenze, passeggiate in centro, spostamenti verso i laghi o rientri in città, il tema del trasporto pubblico torna con forza nella vita quotidiana. Ed è proprio in questo contesto che la figura di dell’Oglio assume un significato particolare: aveva la capacità di collegare il presente con il passato, mostrando come tram, autobus e metropolitane non siano semplici mezzi, ma pezzi di memoria collettiva.

Presidente del gruppo “I tram di Milano”, era noto per la sua disponibilità nel condividere conoscenze, documenti, aneddoti e ricordi con chiunque mostrasse curiosità per la storia della mobilità cittadina. Un patrimonio costruito nel tempo, fatto di pazienza e precisione, che andava ben oltre la passione personale. Per molti, era una figura di riferimento capace di spiegare l’evoluzione della rete milanese con linguaggio chiaro, ma senza mai banalizzare la complessità di un sistema che ha accompagnato la crescita della città.

La sua attenzione non si fermava all’aspetto tecnico. Nel racconto di Gabriele dell’Oglio c’era sempre anche Milano: i quartieri attraversati dai binari, le linee che hanno segnato l’espansione urbana, i cambiamenti di abitudini degli abitanti, l’idea di una città che si muove e si reinventa. È questo uno dei motivi per cui, nel tempo, il suo lavoro è stato apprezzato non soltanto dagli esperti, ma anche da chi vede nei tram gialli uno dei simboli più riconoscibili del capoluogo lombardo.

Il trasporto pubblico milanese, soprattutto nei mesi estivi, assume un valore ancora più evidente. Tra chi resta in città e chi si sposta per turismo o per tempo libero, mezzi come tram e metropolitane continuano a rappresentare una rete essenziale per vivere Milano in modo sostenibile. E proprio la sostenibilità, oggi, è uno dei grandi temi della mobilità urbana: meno auto private, più integrazione tra mezzi, più attenzione allo spazio pubblico e alla qualità dell’aria. In questo scenario, la memoria storica non è un esercizio nostalgico, ma uno strumento utile per capire come cambiano le città e cosa si può migliorare.

La passione di dell’Oglio per il trasporto pubblico milanese aveva anche un tratto raro: sapeva essere divulgativa senza perdere rigore. Univa competenza e generosità, e questo lo rendeva una presenza molto amata all’interno della comunità di appassionati. Il suo nome resterà legato a un modo di raccontare Milano che parte dai dettagli — una vettura, una linea, un incrocio, una fermata — per arrivare a un’immagine più ampia della città e della sua identità.

Per chi oggi sale su un tram nelle ore calde del pomeriggio o attraversa la città in una sera d’estate, magari diretto a un evento all’aperto o a una cena in quartiere, il suo lavoro continuerà a offrire uno sguardo prezioso. Perché conoscere la storia dei mezzi che usiamo ogni giorno significa anche capire meglio Milano, il suo ritmo e le sue trasformazioni.

Per approfondire: la notizia e i ricordi dedicati a Gabriele dell’Oglio sono stati rilanciati da Repubblica Milano.