In un sabato di fine agosto, mentre Milano vive il ritmo più lento dell’estate tra partenze, rientri e weekend all’aperto, il dolore ha attraversato la Brianza con due cerimonie di addio molto sentite. Nel Duomo di Monza si è svolto l’ultimo saluto alla famiglia Gianturco, mentre nel pomeriggio a Seregno si è tenuta la commemorazione per la famiglia Angelucci, vittime dell’incidente aereo avvenuto in Perù.

La partecipazione è stata composta e intensa, in una giornata segnata dal raccoglimento più che dalle parole. La vicinanza delle comunità locali si è espressa con gesti semplici: il silenzio, i fiori, la presenza di parenti, amici e conoscenti che hanno voluto stringersi attorno ai familiari colpiti dalla tragedia.

Durante la celebrazione monzese, l’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha richiamato il senso di smarrimento davanti a una perdita tanto improvvisa e dolorosa. Un sentimento che, in queste ore, ha accomunato molte persone oltre i confini delle singole città: la difficoltà di dare un ordine alle emozioni quando la cronaca irrompe nella vita privata e spezza legami, progetti e abitudini.

Il contesto di questi funerali ha colpito anche per il contrasto con l’atmosfera del weekend estivo. Fuori dalle chiese, le piazze della Brianza e dell’area metropolitana continuano a muoversi tra chi è partito per il mare o la montagna e chi resta in città approfittando di serate più leggere, eventi all’aperto e temperature ancora alte. Dentro il Duomo e nella cerimonia di Seregno, invece, il tempo sembrava sospeso.

La vicenda richiama ancora una volta il legame profondo tra Milano, il suo hinterland e le famiglie che vivono tra lavoro, mobilità internazionale e relazioni costruite nel territorio. Quando una tragedia avviene lontano, come nel caso dell’incidente in Perù, il ritorno a casa delle vittime diventa un passaggio collettivo: non solo un rito religioso, ma anche un momento in cui la città e la provincia provano a ricomporre il dolore in una dimensione condivisa.

In questi giorni di agosto, in cui molti milanesi cercano spazi di respiro tra parchi, navigli, gite fuori porta e programmi serali, la notizia ha riportato al centro un tema che la cronaca locale conosce bene: la fragilità delle vite segnate da spostamenti, viaggi e progetti lontani. Le due celebrazioni di Monza e Seregno hanno trasformato il lutto in una testimonianza di comunità, con una partecipazione che ha attraversato generazioni e ambienti diversi.

Al termine delle cerimonie, resta soprattutto l’immagine di una Brianza raccolta intorno a chi soffre. In una stagione che invita alla leggerezza, il dolore di queste famiglie ha chiesto invece ascolto, presenza e rispetto. E ha mostrato ancora una volta come, anche nei fine settimana d’estate, il territorio milanese sappia stringersi attorno alle sue storie più difficili.

Per approfondire: Repubblica Milano