La polemica sulla strage di Brandizzo torna ad accendersi a pochi giorni da un fine settimana che, anche a Milano, si annuncia segnato da partenze, treni affollati e spostamenti per il primo vero pieno d’estate. A far discutere, questa volta, è il nome di Stefano Strisciuglio, indicato come possibile figura di vertice nelle Ferrovie dello Stato nonostante il suo coinvolgimento nell’inchiesta aperta dopo il drammatico incidente del 2023.

I familiari delle vittime non hanno nascosto rabbia e indignazione. La loro posizione è netta: per loro è inaccettabile che una persona sotto indagine possa essere associata a un incarico così delicato, in un settore che riguarda sicurezza, affidabilità e fiducia pubblica. Le parole usate dai parenti sono dure e riportano al centro una ferita che, a distanza di tempo, resta aperta e profondissima.

Il caso Brandizzo, com’è noto, ha colpito l’opinione pubblica ben oltre il Piemonte. Anche a Milano, città attraversata ogni giorno da migliaia di pendolari e da una rete ferroviaria che collega il capoluogo con l’hinterland e con tutto il Nord, il tema della sicurezza sui binari resta uno dei più sensibili. In una stagione in cui si moltiplicano i viaggi di lavoro, le gite fuori porta e i movimenti verso le località di vacanza, il rapporto tra cittadini e sistema ferroviario passa anche da qui: dalla percezione che le regole vengano rispettate e che la tutela dei lavoratori non sia un principio astratto.

Le contestazioni mosse a Strisciuglio, secondo quanto emerge dal quadro giudiziario richiamato dal brief, riguardano ipotesi di omicidio colposo in cooperazione e disastro ferroviario colposo. È un passaggio che pesa molto nel dibattito pubblico perché intreccia responsabilità individuali, organizzazione aziendale e controlli sulla sicurezza. Per i familiari, il punto non è soltanto processuale: è anche simbolico. La possibilità che un indagato possa salire ai vertici di un gruppo strategico viene letta come una mancanza di rispetto verso chi ha perso la vita sul lavoro.

La vicenda si inserisce in un momento in cui l’attenzione dei cittadini è alta. Con l’arrivo del caldo e delle prime vere code da weekend, chi parte da Milano o dall’area metropolitana sa bene quanto il trasporto ferroviario sia centrale nella mobilità quotidiana e stagionale. Treni regionali, collegamenti ad alta velocità, servizi serali per gli eventi estivi: tutto dipende da un sistema che deve garantire non solo efficienza, ma anche protezione per chi ci lavora e per chi viaggia.

Proprio per questo, la reazione dei familiari va oltre il singolo nominativo e tocca un nervo scoperto della cronaca italiana: la distanza percepita tra le conseguenze di una tragedia e le scelte della governance. In casi come questo, il dibattito pubblico non si limita alla politica o ai tribunali, ma investe anche il modo in cui le grandi aziende pubbliche costruiscono la propria credibilità. E quando il tema riguarda le ferrovie, la sensibilità cresce ancora, perché il treno è parte della vita di milioni di persone, ogni giorno.

Resta ora il peso delle parole dei parenti, che chiedono coerenza e responsabilità. In una città come Milano, dove il tema della mobilità sostenibile è centrale e dove il trasporto pubblico è visto come una leva decisiva per ridurre traffico e inquinamento, la sicurezza non può essere trattata come un capitolo secondario. È una condizione necessaria per convincere i cittadini a scegliere il treno, non solo nei giorni di punta ma tutto l’anno.

Per approfondire: Repubblica, cronaca di Torino, sul possibile ruolo di Strisciuglio ai vertici di FS e sulla reazione dei familiari delle vittime di Brandizzo.