Prima di diventare un volto amatissimo della comicità italiana, Giobbe Covatta racconta di aver fatto un mestiere molto diverso: lo skipper. Una partenza insolita, da cui è nata una carriera costruita tra teatro, televisione e satira sociale, con quella leggerezza solo apparente che ha reso riconoscibile il suo stile.
In questi giorni l’attore e autore torna a Milano per un appuntamento estivo che si inserisce bene nel calendario cittadino delle serate all’aperto: il suo spettacolo andrà in scena nell’ambito di Menotti in Sormani, formula che porta il teatro in uno dei luoghi più suggestivi del centro, quando la città, dopo il lavoro e il rientro del lunedì, cerca occasioni culturali da vivere fuori casa.
Covatta porta sul palco una selezione di materiali nuovi e di pezzi che hanno attraversato gli anni, mescolando osservazione del presente, ironia e riflessioni su temi che restano attuali. È una scelta coerente con il suo percorso, in cui la comicità non è mai stata solo intrattenimento, ma anche uno strumento per leggere contraddizioni, abitudini e piccoli paradossi della società italiana.
Nel raccontare la propria storia, il comico non nasconde anche il lato più spigoloso dei suoi inizi: ha ricordato di aver avuto diversi problemi con la Chiesa, un passaggio che restituisce bene il clima di un artista spesso capace di giocare con i confini del politicamente corretto senza rinunciare alla provocazione intelligente. È una cifra che il pubblico milanese conosce bene, soprattutto quando l’offerta culturale estiva premia spettacoli capaci di unire leggerezza e contenuto.
Per Milano, giugno inoltrato è anche il momento in cui cambia il ritmo della città. Le giornate lunghe, il caldo che spinge verso i parchi, le aree pedonali e i dehors, e il primo assaggio di partenze estive disegnano un lunedì particolare: c’è chi rientra alla routine e chi, invece, cerca una pausa serale per spezzare la settimana. In questo scenario, eventi come quello di Covatta intercettano un pubblico ampio, fatto di residenti e di visitatori che in estate restano in città o la attraversano per concerti, rassegne e spettacoli.
La proposta di Menotti in Sormani si inserisce proprio in questa idea di Milano più vivibile e culturale, dove il centro non è solo passaggio ma anche luogo di sosta. In una stagione in cui si parla spesso di sostenibilità, mobilità leggera e uso degli spazi urbani nelle ore meno calde, la fruizione serale della cultura diventa parte del modo in cui la città si adatta all’estate.
Covatta, con il suo repertorio che alterna inediti e cavalli di battaglia, si rivolge a un pubblico trasversale: chi lo segue da anni, chi lo ha scoperto più di recente e chi cerca uno spettacolo dal tono brillante ma non superficiale. A Milano, dove la proposta dal vivo è ampia e competitiva, la forza di un nome come il suo sta proprio nella capacità di tenere insieme memoria, attualità e presenza scenica.
Per approfondire: la notizia e i dettagli dello spettacolo sono stati rilanciati da Repubblica Milano.