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Alloggi a Milano più economici per riprendersi dalla crisi: accordo fra Comune e Airbnb

Notizie Milano – L’accordo fra Airbnb e il Comune di Milano è ufficiale: sì alla promozione degli affitti a canone concordato per aiutare tutti coloro che necessitino di un periodo di affitto lungo, comunque a termine, rilanciando contestualmente il mercato degli affitti per cercare di uscire dalla crisi economica e aiutare le centinaia di locatori presenti sul territorio della Città Metropolitana. Con questa manovra, si punta a garantire prezzi sul mercato inferiori del 30% rispetto a quelli attuali e precedenti alla pandemia.

L’accordo fra comune di Milano e Airbnb

La genesi di questo patto per rendere gli alloggi a Milano più economici prende piede dall’avviso pubblico a manifestazione di interesse preparato e pubblicato dal Comune di Milano durante il periodo di gennaio 2021. Fra le imprese partecipanti, Airbnb ha offerto il progetto migliore, consistente nella creazione di una pagina completamente dedicata dove gli host che si appoggiano al famoso sito avranno la possibilità di proporre agli aspiranti inquilini due tipi ti contratto di locazione a canone concordato: uno variabile dagli 1 ai 18 mesi, rivolto a chiunque abbia necessità di soggiornare a Milano ed uno esclusivamente rivolto agli studenti, con una finestra temporale minima di 6 mesi fino ad un massimo di 36.

Il risparmio degli affitti a canone concordato nella Città di Milano

Per poter accedere all’agevolazione, Airbnb mette a disposizione sul proprio sito tutte le informazioni utili – predisposte celermente dal Comune di Milano – per richiedere l’accesso e informazioni sull’accesso al canone concordato tramite ”l’agenziale per la locazione Milano Abitare”, che già da anni collabora con il Comune di Milano e che si è dimostrata molto sensibile nei confronti della pandemia visto la crisi attraversata dai molti locatori.

Gli obiettivi annunciati per la manovra prevedono la promozione del risparmio per chiunque cerchi un alloggio, con un valore totale dell’affitto inferiore del 30% rispetto al prezzo tradizionale del mercato. Un risparmio davvero notevole in grado di fare gola a molti. Inoltre, si vuole garantire ai proprietari degli immobili un incentivo tale da renderli disposti ad accedere alla manovra: in tale ottica sono state predisposte agevolazioni fiscali quali la riduzione dell’IMU, un fondo di garanzia per il coinquilino moroso o ritardatario che può arrivare a coprire fino al massimo dei mesi previsti dal contratto. A questo si aggiunge anche la possibilità di richiedere un contributo per la ristrutturazione dell’appartamento che può arrivare a coprire fino a 4.000 euro di intervento, secondo la stima operata dall’ufficio competente del Comune.

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Il progetto è tutto in divenire ma le basi sono interessanti. L’intento degli affitti a canone concordato per fare uscire Milano dalla crisi immobiliare è dunque quello di rivolgersi a tutti, fino anche alle fasce di popolazione con una capacità reddituale tale che altrimenti gli avrebbe precluso il soggiorno in città. Una manovra davvero interessante, i cui frutti saranno valutati nel corso del tempo.

A chi si rivolge la manovra degli affitti a canone concordato?

Con queste premesse possiamo parlare di una manovra che viene in soccorso di quei ”cittadini temporanei”, come studenti stranieri o provenienti da altre regioni rimasti bloccati a Milano per motivi relativi alla pandemia. In questi casi, con i nuovi contratti d’affitto transitori – che avranno una durata compresa fra 1 e 18 mesi – si potrà ovviare a quel problema che ha colpito molti, relativa alla impossibilità di prendere casa a Milano in affetti per brevi periodi in quanto non era prima possibile o reso sconveniente dai costi.

Secondo i dati rilasciati da Airbnb, più del 70% delle ricerche effettuate sugli alloggi a Milano mostra una tendenza a ricercare una sistemazione di lungo periodo a Milano. In tale direzione allora sì sono mosse Airbnb e il Comune: con l’affitto a canone concordato ci si muove verso quello che è stato definito come un ”futuro di ospitalità sostenibile” che sarà in grado di dare fiato ad un mercato profondamente in crisi come quello degli affitti, provato in maniera grave dalla pandemia. I primi dati sono incoraggianti secondo quanto riportato, con un numero sempre in crescita di host che accettano soggiorni per periodi superiori a 28 giorni, con una tariffa scontata per venire incontro alle esigenze del locatario.

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