Home Cronaca Milano in zona rossa: al vaglio soluzioni per la didattica a distanza

Milano in zona rossa: al vaglio soluzioni per la didattica a distanza

Con la nuova zona rossa a Milano si registrano alcuni cambiamenti per quanto riguarda la didattica. Come era avvenuto già con la zona arancione rinforzata, le scuole restano chiuse. I cambiamenti effettivi, invece, riguardano gli asili nido che, a partire da lunedì 15 marzo, restano chiusi. Lo stesso discorso è valido anche per le sezioni primavera e per i micronidi.

A rimanere a casa non saranno solo gli studenti più grandi, ma anche gli scolari più piccoli. Per questi ultimi, però, non si segnalano alternative a distanza, come la DAD, e la preoccupazione dei genitori cresce sempre più. Tuttavia, i vertici del Governo continuano a rassicurare le famiglie con minori a carico.

Sorveglianza dei figli e le possibili ripercussioni sul lavoro per i genitori

Ai sensi di quanto indicato all’interno del nuovo Decreto Legge 12 marzo e in accordo con quanto deciso dal Ministero della Salute, gran parte delle regioni italiane entrerà in zona rossa. Il lockdown sarà rigido e la chiusura delle scuole di ogni grado e ordine risulterà uno dei provvedimenti più importanti. Per gli studenti, però, verrà garantita la didattica a distanza.

Lo stesso discorso non risulterà valido per gli scolari dell’asilo. Toccherà ai genitori sorvegliarli, e dovendo lavorare in molti casi in smart working, accudire i figli più piccoli sarà molto complesso. Eccezion fatta per la Sardegna – dove le scuole resteranno chiuse sino al 6 aprile – la questione della sorveglianza dei più piccoli può essere un problema per molti genitori, ripercuotendosi inevitabilmente sul lavoro.

Rifinanziamento dei congedi parentali e bonus baby sitter: le novità del nuovo D.L.

Vista l’importanza della tematica, molti giornalisti hanno iniziato a raccogliere indiscrezioni sulle ulteriori novità che il nuovo Decreto Legge potrebbe portare.

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Fra queste spiccano:

  • Il bonus baby sitter sino a 100€ a settimana: ne avranno diritto le forze dell’ordine, gli operatori sanitari e tutti i lavoratori autonomi. Su questo aspetto, però, sono necessarie due precisazioni: la prima è che la scelta del bonus baby sitter è fattibile o mediante Libretto Famiglia o direttamente al richiedente tramite iscrizione ai centri e servizi per l’infanzia. Quest’ultimo, però, non risulta compatibile con il bonus asilo nido ed è usufruibile solamente se uno dei due genitori non accede al congedo o ad ulteriori forme di tutela.
    La seconda risiede nel fatto che anche i lavoratori autonomi non iscritti all’INPS possono usufruire del bonus, a patto che effettuino comunicazione alle casse previdenziali di riferimento circa il numero dei beneficiari.
  • Diritto a lavorare in smart working per coloro che hanno figli al di sotto dei 16 anni.
  • Congedi parentali retroattivi dal 1° gennaio 2021. Questi saranno usufruibili senza retribuzione per i genitori con figli tra i 14 e i 16 anni. La retribuzione sarà del 50% nel caso di figli di età al di sotto della soglia dei 14 anni. Questo diritto viene riconosciuto anche ai genitori che hanno figli con gravi disabilità, sulla base di quanto indicato dalla Legge 104.

Figli del personale sanitario: manca la deroga

Il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, evidenzia in una nota che, al momento, la sua richiesta di deroga per la scuola in presenza dei figli del personale sanitario non è stata accolta dal Consiglio dei Ministri.

In seguito, l’ex sindaco di Varese e di Induno Olona ha precisato che sarà sua cura insistere su questo aspetto, visto che la presenza di tutto il personale sanitario è di fondamentale importanza, specialmente per quanto riguarda le strutture ospedaliere maggiormente sotto pressione per via del Covid-19.

Basterà questa stretta consistente nel passaggio in zona rossa di Milano e di gran parte dell’Italia ad abbassare ulteriormente la curva dei contagi? Tuttavia, è bene sottolineare come i provvedimenti nelle grandi metropoli e nelle aree periferiche dei Paesi dell’Unione Europea sono tutto sommato gli stessi. Di certo, visto l’andamento dei contagi da Covid-19, la riapertura di tutti i settori è impensabile.

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