Primo hub vaccinale aziendale: a Milano apre nelle sedi Unipol

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Notizie Milano – È stato inaugurato oggi a Milano il primo hub vaccinale aziendale della Lombardia. Ad allestirlo, in via de Castillia 23, è stato il Gruppo Unipol, agenzia assicurativa, finanziaria e immobiliare.

Alla cerimonia di inaugurazione del primo hub vaccinale aziendale del territorio lombardo erano presenti Letizia Moratti, vicepresidente e assessora al Welfare di Regione Lombardia, Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol Gruppo, Federico Guidoni, CEO Korian Italia, e Giovanna Gigliotti, AD UniSalute.

Il polo UniSalute assicurerà la somministrazione di 1.000 vaccini al giorno, così come il polo che sarà allestito in via dei Missaglia. Inoltre, altri 20 hub aziendali sorgeranno nelle altre province lombarde (per le aziende Pirelli, Mediaset, Amazon, 3M e Campari e molte altre), per garantire l’immunità con vaccino anti-Covid a circa 300 mila persone.

Nelle scorse settimane, infatti, il Ministero della Salute discuteva in merito all’ingresso nella campagna vaccinale delle aziende, per dare un’ulteriore spinta alla campagna vaccinale lombarda, che accelera la sua corsa sempre di più. Secondo i dati aggiornati, la Lombardia ha somministrato oltre 6,6 milioni di vaccini, dei quali 4,5 milioni con la prima dose e 2 milioni con la seconda.

Le vaccinazioni in azienda

Il gruppo bolognese Unipol, nell’ambito del piano di vaccinazione contro il Coronavirus, ha dedicato ai propri dipendenti e alle aziende clienti di UniSalute un hub vaccinale, il primo della Lombardia. Unipol, infatti, è la prima azienda italiana ad attivare un piano vaccinale su tutto il territorio. Un secondo centro sarà inaugurato a Milano, in via dei Missaglia, e altri 20 hub vaccinali saranno sparsi per la regione.

L’amministratore delegato del gruppo Unipol, Carlo Cimbri, ha dichiarato che: “Le vaccinazioni sono iniziate questa mattina, sono rivolte ai nostri dipendenti, ai nostri agenti, a tutti i loro familiari e a tutte le aziende che si appoggiano per i servizi di vaccinazione dei loro dipendenti a UniSalute, la società del nostro gruppo che si occupa di sanità. Si tratta per noi di un contributo che cerchiamo di dare all’enorme sforzo del servizio pubblico nazionale, commissariale e regionale.
La Lombardia è all’avanguardia nella campagna vaccinale. I contagi diminuiscono e noi come azienda diamo il nostro piccolo contributo a quello che fa il servizio pubblico per garantire il ritorno alla normalità”.

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E Letizia Moratti aggiunge: “È un momento importante, con questa apertura diamo il via alle vaccinazioni in azienda. Regione Lombardia è stata la prima a firmare, grazie al lavoro di squadra con l’assessore Guido Guidesi, un accordo con 24 associazioni di categoria per le vaccinazioni in azienda e appena il generale Figliuolo ci ha dato il via, cioè a partire da 2 giugno, ci siamo subito attivati per dar seguito all’accordo che avevamo firmato con le imprese, chiedendo di predisporre un elenco aggiornato delle aziende interessate. Oggi partiamo con UniSalute, a questa partenza in settimana si aggiungeranno Pirelli, Mediaset, Amazon, 3M e Campari”.

Centri massivi e hub aziendali – prosegue la Moratti – Teniamo aperte entrambe le possibilità, perché è previsto un arrivo di vaccini sempre più importante. Per esempio anche sabato e domenica, nonostante il weekend, abbiamo superato le 100.000 dosi al giorno. Confermo quindi che possiamo arrivare a 144.000 dosi nei nostri centri massivi, alle quali si aggiungono le disponibilità nelle farmacie e nelle aziende. Alle dosi attuali, ovvero mantenendo le 100.000 somministrazioni al giorno, arriveremmo al 30 luglio a una dose per ogni cittadino lombardo”.

L’obiettivo è, dunque, quello di somministrare, entro il 30 luglio a tutti i lombardi, almeno la prima dose di vaccino.

Per quanto riguarda le vaccinazioni in azienda, l’assessora al Welfare Moratti ha aggiunto: “Ora stiamo dando indicazioni alle ATS affinché contattino le realtà sul territorio per contare su un numero di grandi aziende che funzionino da Hub, così da essere punti di riferimento per la vaccinazione di dipendenti e familiari, ma come pure di altre medie e piccole aziende. Per il momento abbiamo chiesto la disponibilità a Confindustria Lombardia, che naturalmente estenderemo alle altre Associazioni di categoria con le quali abbiamo firmato l’accordo, per garantire gli eventuali richiami necessari. È un piano al quale stiamo già lavorando per essere preparati. Ci auguriamo ovviamente che non serva ma, se dovesse rendersi necessario, avere la disponibilità di aziende e di medici aziendali, che ringraziamo per questo, sarà importante perché consentirà di avere meno pressione su medici e strutture ospedalieri”.

E conclude: “Il generale Figliuolo, nell’audizione alla Camera, si è dato l’obiettivo di raggiungere l’80% di prime dosi nel Paese entro settembre. La Lombardia già oggi è al 69% di prime dosi. Quindi siamo vicini a quella che può essere definita immunità di comunità, avendo messo in sicurezza, come prima Regione, le fasce più fragili: ultranovantenni, ottantenni, settantenni e sessantenni. Dalle comunicazioni scientifiche che riceviamo, si ritiene che venga raggiunta col 70% di popolazione vaccinata. Sicuramente la Lombardia arriverà prima di settembre a questa immunità. Poi è chiaro che bisognerà tenere conto delle eventuali varianti. Anche se il quadro epidemiologico adesso è estremamente positivo, ci auguriamo si mantenga tale o continui a migliorare. Però il concetto è che dobbiamo essere pronti a eventuali code di Covid o non farci trovare impreparati davanti a eventuali future pandemie”.

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In merito al tema dell’eventuale richiamo con una terza dose in autunno, l’assessora Moratti spiega che l’argomento verrà affrontato con il Governo. Assicura, però, che sarà sua premura portarlo nella prima Commissione salute della Conferenza Stato-Regioni, della quale è vicepresidente. La sua proposta agli assessori regionali alla Salute sarà quella di organizzare un incontro col Governo, affinché si lavori su un piano che consenta di sapere se saranno necessari i richiami, a partire da quando e quanta copertura vaccinale verrà considerata sufficiente prima di dover ripetere un richiamo.

A seguire l’iniziativa di Unipol, il cui scopo è quello di accelerare la campagna di vaccinazione anti Covid-19, si aggiungono le regioni Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Marche, Calabria, Sardegna, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Campania e Sicilia. Entro breve tempo, ne faranno parte anche le restanti.